Cronaca
lunedì 19 ottobre 2026
Predazioni nelle campagne pesaresi, Coldiretti: «È uno stillicidio continuo»
news«È uno stillicidio continuo», ha raccontato, esasperato, un allevatore ai funzionari di Coldiretti Pesaro, descrivendo le crescenti difficoltà nel mantenere in attività un'impresa agricola sempre più esposta al rischio di attacchi agli animali.
Predazioni, danni che colpiscono l'intera filiera del latte
Il problema non riguarda soltanto la perdita dei capi, ma coinvolge l'organizzazione e la sostenibilità economica delle aziende, soprattutto quando l'allevamento è integrato con la produzione e la trasformazione diretta del latte.
«Non si tratta soltanto della perdita degli animali, ma anche delle conseguenze economiche e organizzative che ogni attacco comporta, soprattutto per quelle realtà che hanno costruito la propria filiera produttiva sull'allevamento e sulla trasformazione del latte», spiega Claudio Calevi, direttore di Coldiretti Pesaro Urbino.
Secondo Calevi, il fenomeno non interessa più esclusivamente le aree montane e più isolate, ma alimenta preoccupazione anche nelle campagne e nei territori collinari, dove l'allevamento al pascolo rappresenta una componente importante dell'economia agricola locale.
Quando le predazioni colpiscono aziende che allevano gli animali e trasformano direttamente il latte, il danno può superare ampiamente il valore del singolo capo perso.
A risentirne sono infatti anche la continuità della produzione, la programmazione aziendale e la sostenibilità dell'intera attività.
Pesaro e Urbino, nel 2025 registrate 31 denunce
I numeri diffusi da Coldiretti confermano la rilevanza del fenomeno nel territorio provinciale.
Nel 2025 sono state registrate 31 segnalazioni nella provincia di Pesaro e Urbino, oltre un terzo delle denunce complessive raccolte nelle Marche.
Tra i comuni maggiormente interessati figurano Cagli, Cantiano e Serra Sant'Abbondio, territori nei quali le predazioni rappresentano una fonte di preoccupazione per chi opera nel settore zootecnico.
Coldiretti chiede indennizzi adeguati ai danni
Resta aperta anche la questione dei risarcimenti, da tempo al centro delle richieste del mondo agricolo.
Secondo Coldiretti, gli indennizzi attualmente riconosciuti non riescono ancora a coprire l'effettiva entità delle perdite subite dalle aziende.
Oltre al valore degli animali, occorre considerare le spese per lo smaltimento delle carcasse e le ripercussioni sull'attività produttiva.
Costi e conseguenze che, sommati, possono mettere ulteriormente sotto pressione le imprese agricole, soprattutto quelle che dipendono dall'allevamento e dalla trasformazione del latte per sostenere l'intera filiera.