Cronaca

giovedì 15 gennaio 2026

Otto ore senza barella al pronto soccorso di Senigallia: malato di tumore costretto a stendersi a terra

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Otto ore senza barella al pronto soccorso di Senigallia: malato di tumore costretto a stendersi a terra

Otto ore di attesa per una barella, nonostante una grave patologia oncologica e dolori tali da impedire di restare seduto a lungo. 

È quanto accaduto lunedì scorso al pronto soccorso di Senigallia, dove Franco, 60 anni, residente in città, è stato costretto a sdraiarsi a terra su una coperta mentre attendeva un posto su cui potersi distendere.

Ad accompagnarlo in ospedale la moglie Cecilia, che ha scelto di raggiungere autonomamente il pronto soccorso senza ricorrere all’ambulanza. 

L’accettazione è avvenuta alle 8.20 del mattino, con una documentazione clinica che attestava la gravità della malattia. 

Le prime cure sono arrivate solo dopo circa tre ore, con l’inserimento di un catetere, mentre per l’ecografia l’attesa si è protratta per oltre cinque ore.

Durante questo lungo intervallo, il paziente è rimasto seduto su una sedia e, non riuscendo a sopportare il dolore, si è steso a terra, con una flebo applicata, utilizzando una coperta recuperata dalla moglie. 

La barella è arrivata solo intorno alle 16, consegnata da un’infermiera al termine di una giornata definita estenuante.

«Non sono arrabbiata solo per mio marito – ha dichiarato la donna all’ANSA – ma anche per tutte le persone che erano lì ad aspettare, alcune addirittura dal giorno prima. Il personale lavora correndo, ma è evidente che ci sono problemi strutturali. I dirigenti dovrebbero intervenire per evitare situazioni come questa».

Il caso è stato rilanciato da Paolo Battisti, ex consigliere comunale di Senigallia e capolista del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni amministrative, che pur riconoscendo l’impegno degli operatori sanitari, punta il dito contro le carenze del sistema. 

Secondo Battisti, il pronto soccorso sarebbe sotto organico, mancherebbero Tac sufficienti e risulterebbe ancora assente un primario stabile, in attesa dell’indizione di un concorso.

Un episodio che riporta al centro del dibattito pubblico le difficoltà della sanità territoriale e le condizioni di lavoro del personale, ma soprattutto il diritto dei pazienti più fragili a cure tempestive e dignitose.

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