Cronaca
martedì 13 ottobre 2026
Netanyahu chiede un’indagine penale sui 24 testimoni anonimi del documentario “NAZA”
newsIl primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto di identificare e indagare 24 militari e membri dell’intelligence che hanno testimoniato in forma anonima nel documentario NAZA. Nel film, i testimoni raccontano come, negli ultimi anni, l’esercito israeliano avrebbe autorizzato attacchi pur sapendo che avrebbero potuto provocare la morte di numerosi civili palestinesi.
La richiesta è stata rivolta alla procura generale, al capo dell’esercito e al capo dello Shin Bet, il servizio di intelligence interna israeliano. Netanyahu ha sollecitato un intervento «con urgenza» e l’apertura di un’indagine penale nei confronti delle persone coinvolte, ipotizzando presunti reati legati alla divulgazione di informazioni riservate, alla diffamazione e al danneggiamento degli interessi diplomatici e di sicurezza di Israele.
Le testimonianze nel documentario “NAZA”
Nel documentario, i testimoni descrivono procedure di selezione degli obiettivi militari nelle quali verrebbe stimato in anticipo il numero di civili che potrebbero morire in un attacco. Il termine “NAZA”, secondo quanto riportato nel film, è collegato al concetto di «danno collaterale».
Le testimonianze sollevano interrogativi sui criteri adottati nella pianificazione delle operazioni militari israeliane e sul peso attribuito alle possibili vittime civili. Si tratta delle ricostruzioni presentate dai testimoni nel documentario, che hanno scelto di non rendere pubblica la propria identità.
Le polemiche dopo l’uscita del film
Il documentario, premiato al Festival del cinema di Venezia, aveva già provocato forti reazioni in Israele. Dopo la sua uscita, i registi Rachel Szor e Yuval Abraham erano stati oggetto di intimidazioni e minacce.
Il ministro israeliano della Cultura, Miki Zohar, aveva dichiarato di voler revocare loro la cittadinanza. L’esercito israeliano, inoltre, aveva pubblicato un lungo documento nel quale accusava i registi di aver diffuso informazioni false.
La richiesta di Netanyahu di avviare un’indagine sui 24 testimoni aggiunge ora un nuovo capitolo alle controversie legate al film e alle accuse sulle modalità con cui vengono pianificati gli attacchi militari israeliani.