Cronaca

lunedì 02 marzo 2026

Medio Oriente in guerra: raid incrociati tra Iran e Israele, allarme nucleare e centinaia di vittime

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Medio Oriente in guerra: raid incrociati tra Iran e Israele, allarme nucleare e centinaia di vittime

Il conflitto tra Iran e Israele entra in una fase di escalation senza precedenti, con attacchi incrociati che hanno coinvolto anche Libano e Paesi del Golfo. 

Nelle prime ore del mattino sono state segnalate esplosioni a Gerusalemme, Dubai, Abu Dhabi e Doha, mentre Teheran ha lanciato una rappresaglia contro basi statunitensi nella regione e obiettivi israeliani.

Un morto è stato registrato in Bahrein in seguito agli attacchi iraniani. 

Nella notte, l’aviazione israeliana ha colpito il sud del Libano in risposta al lancio di razzi e droni verso il nord di Israele. 

Secondo il ministero della Salute libanese, il bilancio provvisorio è di 31 morti e 149 feriti. 

Il movimento sciita Hezbollah ha parlato di “rappresaglia per il sangue innocente di Ali Khamenei”, mentre almeno dieci persone sarebbero rimaste uccise nei raid notturni su Beirut.

Negli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha dichiarato che “48 leader iraniani” sarebbero stati uccisi in un’unica operazione e ha annunciato possibili colloqui con una “nuova leadership” iraniana. 

Una trattativa però smentita dal capo della sicurezza iraniana Larijani, che ha ribadito che Teheran “non negozierà” con Washington. 

Secondo Trump, il conflitto potrebbe durare “fino a quattro settimane”.

Resta il giallo sulla presunta morte dell’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad, prima annunciata e poi ritrattata. 

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver sganciato oltre 1.200 bombe su obiettivi iraniani e di aver richiamato 100mila riservisti.

Ieri almeno otto persone sono morte dopo l’impatto di un missile iraniano su un palazzo nel centro di Israele, mentre si contano tre vittime statunitensi dall’inizio dell’operazione.

Sul fronte nucleare, il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, ha lanciato l’allarme per una possibile “fuoriuscita radiologica con gravi conseguenze” dopo i raid su impianti nucleari iraniani. 

Al momento, ha precisato, non sono stati rilevati aumenti anomali dei livelli di radiazione nei Paesi confinanti.

Le conseguenze diplomatiche si fanno sentire anche in Europa. 

La riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea, prevista a Cipro, è stata rinviata dopo che un drone ha colpito la base britannica di Akrotiri causando danni limitati e problemi ai collegamenti aerei.

Secondo la Mezzaluna Rossa iraniana, sarebbero 555 le persone morte in Iran dall’inizio degli attacchi israelo-americani. 

Intanto migliaia di civili sono in fuga dal Libano meridionale e dai sobborghi di Beirut dopo gli ordini di evacuazione emessi dall’esercito israeliano per 55 villaggi e città ritenuti vicini a strutture di Hezbollah. 

Le autostrade verso nord risultano congestionate, mentre immagini e video mostrano edifici in fiamme e quartieri devastati.

In Iran, intanto, nelle strade si diffonde il sogno di una fine del regime, mentre Teheran annuncia la nomina della nuova Guida Suprema della teocrazia “entro uno o due giorni”. 

Una crisi che coinvolge ormai l’intero Medio Oriente e che rischia di trasformarsi in un conflitto regionale di lunga durata.

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