Cronaca

sabato 31 gennaio 2026

La violenza di genere continua ad aumentare: incremento del 46% rispetto all'anno precedente

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La violenza di genere continua ad aumentare: incremento del 46% rispetto all'anno precedente

La violenza di genere nelle Marche continua ad aumentare senza segnali di inversione di tendenza. 

Tra il 1° luglio 2024 e il 30 giugno 2025 si registrano otto femminicidi e 19 persone complessivamente uccise, mentre i casi di violenza di genere hanno raggiunto quota 2.514, con un incremento del 46% rispetto all’anno precedente. 

In crescita anche i reati che coinvolgono minori, aumentati del 22%, tra episodi di stalking, violenze sessuali, maltrattamenti e aggressioni.

I dati sono stati presentati dal procuratore generale della Corte d’appello di Ancona Roberto Rossi durante la cerimonia di apertura dell’Anno giudiziario alla Mole Vanvitelliana. 

Un quadro definito allarmante, che non accenna a migliorare nonostante la violenza di genere rappresenti una priorità assoluta per magistratura e forze dell’ordine.

Rossi ha ricordato le azioni messe in campo dalle Procure, tra cui la riorganizzazione delle strutture interne, il ricorso esteso alle misure restrittive e l’adozione tempestiva dei provvedimenti di tutela previsti dalla normativa sul “codice rosso”. 

Interventi che, pur applicati con rigore e rapidità, non riescono a fermare la crescita del fenomeno.

Secondo il procuratore generale, la sola risposta repressiva non è sufficiente a sradicare una cultura che interpreta ancora il rapporto con la donna in modo padronale e proprietario. 

Si tratta di atteggiamenti trasversali che attraversano tutte le fasce d’età e le condizioni sociali e che richiedono un impegno educativo profondo e continuo da parte delle istituzioni e della società civile.

Nel suo intervento, Rossi ha richiamato l’attenzione anche su forme particolarmente gravi di violenza, come l’induzione e lo sfruttamento della prostituzione mediante minacce e violenze, fino ai casi di riduzione in schiavitù, fenomeni che non rientrano formalmente nel “codice rosso” ma che dovrebbero essere considerati a pieno titolo reati di violenza di genere.

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