Cronaca

sabato 24 ottobre 2026

Inchiesta ricostruzione post sisma, Acquaroli esclude le dimissioni: «È stato un errore di valutazione»

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Inchiesta ricostruzione post sisma, Acquaroli esclude le dimissioni: «È stato un errore di valutazione»

Francesco Acquaroli non si dimetterà dopo l’inchiesta sulla ricostruzione post sisma che coinvolge Fabio Pistarelli, suo ex capo di gabinetto, arrestato con l’accusa di corruzione in relazione a presunte ingerenze in alcuni appalti. Il presidente della Regione Marche ha ribadito la propria posizione durante una conferenza stampa a Corridonia, in provincia di Macerata, convocata per fare il punto sulla ricostruzione nel decennale del terremoto.

«Lasciare sarebbe la conferma di qualcosa che non c'è e l'ingiustizia più grande che potrei fare a me stesso, alla mia squadra e alla mia comunità», ha dichiarato Acquaroli, escludendo quindi l'ipotesi delle dimissioni e respingendo le richieste politiche legate alla vicenda giudiziaria.

Nel corso dell'incontro, il governatore ha tuttavia riconosciuto un errore nella scelta del collaboratore. «Al di là di come finirà l'indagine, era chiaro che quella era stata una scelta che oggi ritengo non congrua. È stato un errore di valutazione», ha affermato, distinguendo la decisione di nomina dalle responsabilità che dovranno essere accertate nell'ambito dell'inchiesta.

Acquaroli ha spiegato che la selezione di un collaboratore si basa sulle informazioni disponibili e sulle aspettative legate all'incarico. «Quando si sceglie un collaboratore si hanno delle aspettative. Non è che stiamo nella testa delle persone: giudichiamo per quello che conosciamo», ha aggiunto il presidente, sottolineando la differenza tra la fiducia iniziale e quanto può emergere successivamente.

Il governatore ha inoltre ricordato che il rapporto professionale con Pistarelli si era già interrotto per ragioni legate al lavoro. La notizia dell'inchiesta e degli arresti lo ha lasciato, ha dichiarato, «profondamente amareggiato».

La vicenda continua ad alimentare il confronto politico nelle Marche, tra le richieste di chiarimenti e dimissioni avanzate dalle opposizioni e la posizione del presidente, che rivendica la propria permanenza alla guida della Regione pur ammettendo l'errore nella scelta dell'ex capo di gabinetto.

Le accuse contestate a Pistarelli restano oggetto del procedimento giudiziario e dovranno essere accertate nelle sedi competenti. Sul piano politico, le dichiarazioni di Acquaroli segnano un passaggio importante nella sua risposta alla vicenda: nessuna dimissione, ma il riconoscimento di un errore di valutazione nella scelta del collaboratore.

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