Cronaca

domenica 25 ottobre 2026

Inchiesta “Ricostruzione”, le intercettazioni sul presunto passaggio di denaro a Pistarelli

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Inchiesta “Ricostruzione”, le intercettazioni sul presunto passaggio di denaro a Pistarelli

Un contatto telefonico per fissare un incontro, alcune banconote contate in auto e inserite in una busta, infine la consegna fuori da una pizzeria nel Maceratese. Sono alcuni dei passaggi che, secondo gli atti dell’inchiesta “Ricostruzione” della Direzione distrettuale antimafia di Ancona, sarebbero stati documentati il 9 novembre 2024 dalla Guardia di Finanza attraverso un dispositivo di registrazione installato sull’auto dell’imprenditore Antonio Cervigni.

La vicenda coinvolge Cervigni e Fabio Pistarelli (in foto a destra assieme al presidente Acquaroli), già capo di gabinetto del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, entrambi arrestati nell’ambito dell’indagine. Il presunto passaggio di denaro costituisce uno degli elementi investigativi al centro della ricostruzione degli inquirenti, che ipotizzano l’esistenza di un gruppo capace di orientare procedure di appalto pubblico in cambio di utilità economiche.

Il presunto sistema del 2% e il ruolo attribuito a Pistarelli

Negli atti, il gruppo viene descritto come una presunta «cricca» o un «comitato d’affari», con un meccanismo che sarebbe stato legato a una percentuale del 2% sugli appalti. Si tratta di ipotesi accusatorie che dovranno essere verificate nelle sedi giudiziarie.

Secondo quanto riportato nell’ordinanza, la gip ritiene che la disponibilità di Pistarelli, sostenuta da denaro e altre utilità apparentemente giustificate attraverso documentazione fiscale che l’accusa considera soggettivamente falsa, avrebbe garantito all’asse formato da Cervigni ed Ezechielli, anch’egli arrestato, prestigio e opportunità di ottenere vantaggi economici da imprese ritenute corruttrici.

La posizione attribuita a Pistarelli sarebbe stata centrale proprio per il suo ruolo istituzionale ricoperto in precedenza all’interno della Regione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe messo a disposizione del gruppo conoscenze, relazioni e funzioni, favorendo presunte pressioni su dirigenti e funzionari pubblici regionali e di altre amministrazioni.

Tra le condotte contestate figurerebbero inoltre la proposta di imprese considerate compiacenti nelle gare pubbliche e la rivelazione di informazioni riservate che avrebbero potuto influenzare le procedure di aggiudicazione degli appalti.

Le conversazioni intercettate e il riferimento alle informazioni sulle gare

Un altro passaggio richiamato negli atti risale al 14 maggio 2024. In quella data, i finanzieri avrebbero intercettato una conversazione in auto tra l’imprenditore Enrico Crucianelli, indicato nell’inchiesta come una figura centrale, e un interlocutore.

Nel dialogo si sarebbe parlato di informazioni privilegiate provenienti da persone vicine a una commissione di gara, con riferimento ai parametri tabellari e alla presunta possibilità di favorire la società Crucianelli Rest/Edile. Anche queste conversazioni avrebbero contribuito ad approfondire i rapporti tra gli imprenditori e le persone che, secondo l’accusa, avrebbero potuto influire sulle procedure pubbliche.

Gli investigatori avrebbero quindi concentrato l’attenzione sulla rete di relazioni che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe consentito di accedere a informazioni riservate e di esercitare condizionamenti sulle gare.

La gip: «Concreto e attuale pericolo di reiterazione» per Pistarelli

Una parte rilevante dell’ordinanza riguarda le esigenze cautelari relative a Pistarelli. Secondo la gip, sussisterebbe un «concreto ed attuale pericolo di reiterazione» di reati della stessa specie. A sostegno di questa valutazione, la giudice richiama il fatto che, secondo gli elementi raccolti, il presunto accordo illecito sarebbe rimasto operativo anche dopo la cessazione dell’incarico di capo di gabinetto della Presidenza della Regione Marche.

In particolare, le conversazioni intercettate nel gennaio 2026 indicherebbero, secondo l’ordinanza, che le utilità economiche promesse a Pistarelli sarebbero continuate a essere erogate e che gli altri soggetti coinvolti avrebbero inteso rispettare gli accordi precedentemente assunti. Per la gip, questi elementi suggerirebbero la persistenza del rapporto contestato dagli inquirenti.

La giudice considera inoltre rilevante la possibilità che Pistarelli possa ottenere nuovi incarichi pubblici nel territorio marchigiano. Secondo la valutazione cautelare, il mantenimento delle relazioni istituzionali e la frequentazione degli altri indagati potrebbero consentirgli di riutilizzare contatti e conoscenze amministrative in eventuali nuove occasioni.

Nell’ordinanza vengono richiamate anche informazioni di fonti aperte relative all’esposizione politica di Pistarelli in occasione delle elezioni comunali a Macerata. Pur non avendo ottenuto incarichi presso quell’ente, secondo la gip avrebbe mantenuto relazioni politiche e personali potenzialmente rilevanti per il rischio di reiterazione delle condotte contestate.

L’inchiesta “Ricostruzione” punta dunque a chiarire la natura dei rapporti tra imprenditori, figure istituzionali e procedure di appalto pubblico nelle Marche. Le ricostruzioni contenute negli atti rappresentano le ipotesi investigative e le valutazioni cautelari della giudice: l’accertamento delle eventuali responsabilità penali spetta alla magistratura nel corso del procedimento.

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