Cronaca

domenica 01 marzo 2026

Guerra in Medio Oriente, caos nei cieli: oltre 5mila voli cancellati dopo gli attacchi tra Usa, Israele e Iran

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Guerra in Medio Oriente, caos nei cieli: oltre 5mila voli cancellati dopo gli attacchi tra Usa, Israele e Iran

L’escalation militare in Medio Oriente sta causando una grave crisi del traffico aereo internazionale. 

Dopo gli attacchi del 28 febbraio di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, Teheran ha avviato una rappresaglia colpendo basi statunitensi nell’area, obiettivi verso Israele e anche zone civili degli Emirati Arabi Uniti

Tra i bersagli figura anche l’aeroporto internazionale di Dubai, colpito nelle ultime ore.

La conseguenza diretta è la più grande interruzione del trasporto aereo globale dai tempi della pandemia di Covid-19. 

Migliaia di voli sono stati cancellati o ritardati dalle principali compagnie di Medio Oriente, Europa, Asia-Pacifico e Stati Uniti. 

Tra i vettori che hanno sospeso i collegamenti figurano Emirates, Etihad, Air France, British Airways, Air India, Turkish Airlines e Lufthansa.

Nel frattempo, l’EASA ha diffuso un bollettino di allerta sulle zone di conflitto, raccomandando ai vettori di non operare nello spazio aereo interessato “a tutti i livelli e a tutte le altitudini” almeno fino al 2 marzo, a causa dei rischi per la sicurezza dei voli civili.

Secondo i dati di Flightradar24, oltre 3.400 voli sono stati cancellati nella sola giornata odierna in sette dei principali aeroporti della regione. 

Alcune stime dei media internazionali parlano di un totale che supera le 5.000 cancellazioni su scala globale, considerando anche gli effetti a catena sulle rotte intercontinentali.

Flightradar24 segnala inoltre gravi episodi di spoofing e jamming del segnale Gps in tutta l’area mediorientale, un fenomeno che rende rischioso anche il transito nei corridoi aerei rimasti aperti. 

Le mappe mostrano un vuoto quasi totale sopra l’Iran e i Paesi confinanti, con il traffico deviato principalmente verso Egitto e Arabia Saudita.

Le rotte più penalizzate risultano quelle tra Europa e Asia, costrette ad aggirare l’intera regione mediorientale. 

Questo comporta tempi di volo più lunghi, maggior consumo di carburante e un aumento dei costi operativi per le compagnie, con possibili ripercussioni anche sui passeggeri nei prossimi giorni.

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