Cronaca
mercoledì 13 maggio 2026
Furlo, la Provincia boccia lo svuotamento dell’invaso per le ricerche di Riccardo Branchini
newsLa Provincia di Pesaro e Urbino frena sul progetto di svuotamento dell’invaso del Furlo legato alle ricerche di Riccardo Branchini.
Dopo la Conferenza dei Servizi istruttoria dello scorso 8 maggio, il Servizio Ambiente dell’ente ha comunicato ai soggetti coinvolti che le nuove modalità operative prospettate da Enel Green Power risultano «incompatibili con gli obiettivi di tutela del sito e non realizzabili nelle condizioni rappresentate».
Secondo la Provincia, sono infatti venuti meno i presupposti tecnici e ambientali che avevano consentito in precedenza il rilascio del parere favorevole con prescrizioni.
La criticità principale riguarda l’impossibilità, segnalata dal gestore dell’invaso, di rispettare la gradualità di svuotamento e riempimento prevista, pari a un metro al giorno sotto quota 172 metri sul livello del mare, a causa della morfologia del bacino e delle esigenze legate alla gestione della risorsa idrica destinata al fabbisogno provinciale.
Nel documento viene inoltre evidenziata l’impossibilità di effettuare il recupero dell’ittiofauna a valle della diga per motivi di sicurezza e difficoltà di accesso, oltre alla mancata possibilità tecnica di installare e mantenere barriere fisiche, elettriche o acustiche durante le operazioni di svaso.
Elementi che, secondo la Provincia, compromettono l’efficacia delle misure di mitigazione ambientale previste nei procedimenti di Valutazione d’Incidenza e nel nulla osta della Riserva Naturale del Furlo.
L’ente sottolinea come le proposte avanzate da Enel Green Power, tra cui il successivo ripopolamento ittico, non possano essere considerate equivalenti alle misure preventive richieste.
«Si tratta di interventi compensativi e successivi – osserva il Servizio Ambiente – che non garantiscono la riduzione preventiva degli impatti sulle specie e sugli habitat tutelati».
La Provincia precisa però che il limite temporale originariamente fissato entro il mese di maggio non viene considerato vincolante e potrebbe essere rimodulato, purché ciò consenta di applicare integralmente le misure di tutela ambientale richieste.
L’eventuale proroga dovrà essere formalmente proposta da Enel Green Power e autorizzata dalla Regione Marche, in coerenza con la salvaguardia della risorsa idrica.
Resta dunque aperta la possibilità di un nuovo percorso tecnico, ma solo a fronte del rispetto delle prescrizioni ambientali considerate essenziali per la tutela del sito Natura 2000 e della fauna ittica coinvolta nelle operazioni di svuotamento dell’invaso.