Cronaca

giovedì 12 febbraio 2026

Crans-Montana, parapiglia tra alcuni familiari delle vittime e i coniugi Moretti scortati dalla Polizia

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Crans-Montana, parapiglia tra alcuni familiari delle vittime e i coniugi Moretti scortati dalla Polizia

Non sarebbero mai state effettuate prove di evacuazione nel discobar Constellation di Crans-Montana, dove nella notte di Capodanno persero la vita 41 persone. 

È quanto ha dichiarato Jessica Moretti, proprietaria del locale, nel corso dell’interrogatorio davanti all’autorità giudiziaria del Cantone Vallese, affermando che nessuno aveva mai indicato l’obbligo di predisporle.

La donna ha inoltre sostenuto che la sera dell’incendio fossero presenti due buttafuori, ma secondo la documentazione acquisita dalla procura risulterebbe ingaggiato un solo addetto alla sicurezza. 

Gli accertamenti sono in corso per chiarire eventuali responsabilità legate alle misure preventive e alla gestione dell’emergenza.

Pochi minuti prima dell’inizio dell’interrogatorio si è verificato un violento parapiglia tra alcuni familiari delle vittime e i coniugi Moretti, arrivati scortati dalla polizia. 

Spintoni, urla e accuse hanno segnato momenti di forte tensione davanti all’aula universitaria che ospitava l’udienza. 

Nel confronto verbale una madre ha accusato i proprietari di aver evitato le proprie responsabilità, mentre Jacques Moretti ha risposto affermando di essere pronto ad assumersi le conseguenze davanti alla giustizia.

Il padre di una delle vittime, Michel Pidoux, ha dichiarato che le responsabilità vengono continuamente spostate su terzi, dal personale al Comune, senza che venga riconosciuta una colpa diretta da parte dei gestori del locale. 

L’eco dello scontro si è avvertita anche all’interno dell’aula, dove la procuratrice aggiunta Catherine Seppey ha invitato le parti a mantenere la calma e un clima consono allo svolgimento dell’udienza.

Nel corso dell’interrogatorio Jessica Moretti, in lacrime, ha affermato di aver cercato di dare immediatamente l’allarme e di aver tentato di far evacuare le persone nel più breve tempo possibile. 

“La mia priorità era chiamare i pompieri”, ha spiegato, rispondendo alle domande dei legali delle parti civili.

Alla domanda sul futuro del locale, la titolare ha dichiarato che non è stato ancora deciso se lo spazio potrà diventare un luogo di memoria per le vittime. 

L’avvocato dei coniugi Moretti, Nicola Meier, ha denunciato l’aggressione subita dai propri assistiti, sottolineando che l’intenzione era quella di incontrare le famiglie per ascoltarle e spiegarsi, ma che l’incontro si è trasformato in uno scontro fisico e verbale.

Le indagini proseguono per accertare le responsabilità sulla gestione della sicurezza e sulle eventuali carenze strutturali che avrebbero contribuito alla tragedia.

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