Cronaca
venerdì 09 gennaio 2026
Crans-Montana: chiesto l'arresto per Jacques Moretti dopo sei ore di interrogatorio, domiciliari per la moglie
newsDopo un interrogatorio durato oltre sei ore e mezza, Jacques Moretti, imprenditore francese e titolare del disco bar Constellation di Crans-Montana, ha lasciato la Procura di Sion a bordo di un mezzo della polizia cantonale del Vallese.
L’uomo è indagato insieme alla moglie Jessica Maric per omicidio, lesioni e incendio in relazione al rogo di Capodanno costato la vita a 40 persone.
Al termine dell’audizione, la Procuratrice generale Béatrice Pilloud ha avanzato una richiesta di arresto nei confronti di Moretti, che al momento si trova in stato di fermo.
Secondo la magistratura svizzera, «il pericolo di fuga è concreto», alla luce delle dichiarazioni rese, del percorso di vita dell’indagato e della sua situazione personale e patrimoniale in Svizzera e all’estero.
Dalla sede giudiziaria è invece uscita in lacrime la moglie Jessica Maric, scortata dalla polizia e dal suo collegio difensivo, composto dagli avvocati ginevrini Yael Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod.
Per la donna, la Procura ha chiesto arresti domiciliari con braccialetto elettronico, misura ritenuta necessaria per limitare il rischio di fuga. Tali provvedimenti, tuttavia, dovranno essere confermati dal Tribunale entro 48 ore.
Allontanandosi dagli uffici giudiziari, Maric ha espresso pubblicamente il proprio dolore: «I miei pensieri sono per le vittime e per chi oggi lotta tra la vita e la morte. È una tragedia inimmaginabile», ha dichiarato, scusandosi per quanto accaduto nel locale.
A riferire l’esito dell’interrogatorio è stato l’avvocato Patrick Michod, che ha parlato di un atteggiamento collaborativo da parte di Moretti.
Il procuratore generale, ha spiegato, avrebbe richiesto una serie di garanzie, immediatamente accettate dall’indagato e che la difesa si è impegnata a depositare entro 48 ore, nel tentativo di orientare il Tribunale verso misure cautelari meno afflittive.
Nel giorno del lutto nazionale, la magistratura inquirente del Vallese ha quindi impresso un cambio di passo all’indagine, in linea con le richieste avanzate dagli avvocati Sébastien Fanti e Roman Jordan, legali di alcune famiglie delle vittime, presenti all’interrogatorio.
«Le famiglie hanno bisogno di risposte e di sapere che il procedimento va avanti», ha dichiarato Jordan, precisando di non poter entrare nel merito per le restrizioni imposte dalla Procura, nel rispetto dell’inchiesta in corso.