Cronaca

martedì 13 gennaio 2026

Crac Banca Marche, secondo la Corte d’Appello "nessun dolo, insolvenza causata dalla crisi globale"

news
Crac Banca Marche, secondo la Corte d’Appello "nessun dolo, insolvenza causata dalla crisi globale"

Banca delle Marche è diventata insolvente a causa della crisi economico-finanziaria globale esplosa tra il 2008 e il 2012, che ha colpito in modo particolarmente duro il settore immobiliare, ambito in cui operava la maggior parte delle imprese clienti dell’istituto di credito. 

È questa la conclusione a cui giunge la Corte d’Appello di Ancona nelle motivazioni della sentenza di assoluzione, pubblicate in questi giorni, relative al processo per bancarotta fraudolenta che vedeva imputati l’ex direttore generale Massimo Bianconi e altri cinque dirigenti, tra cui figure della controllata Medioleasing.

Nelle 202 pagine di motivazioni, i giudici escludono in modo netto l’esistenza di operazioni dolose o di una gestione infedele finalizzata a dissipare le risorse del principale istituto di credito marchigiano. 

Secondo la Corte, «non è configurabile il fallimento per effetto di operazioni dolose, per abusi di gestione o infedeltà ai doveri di legge», chiarendo che l’erosione del patrimonio rientra nelle normali dinamiche dell’attività d’impresa e che le operazioni finanziarie contestate non hanno avuto un peso determinante né preponderante nella gestione complessiva di BdM.

Un passaggio centrale delle motivazioni riguarda il contesto economico internazionale. 

Al momento dell’erogazione dei finanziamenti finiti sotto esame, spiegano i giudici, «gli operatori bancari non potevano prospettarsi, neanche in un’ottica di lungo periodo, un attentato alle ragioni del ceto creditorio», evento che si sarebbe invece concretizzato solo quattro anni dopo a causa di una serie di circostanze sopravvenute, tra cui il mutamento dei criteri valutativi, le gestioni succedutesi nel tempo e la piena manifestazione della crisi globale. 

Circostanze dalle quali gli imputati, ormai fuori dalla gestione, non possono essere ritenuti responsabili.

La Corte sottolinea inoltre come alcuni degli imputati abbiano investito personalmente in Banca Marche. 

Massimo Bianconi, tramite la moglie, acquistò azioni dell’istituto, un’operazione che – evidenziano i giudici – non avrebbe effettuato se avesse anche solo ipotizzato una perdita certa. 

Analoga scelta fu compiuta da Massimo Battistelli, dirigente dell’area crediti, che investì l’intero trattamento di fine rapporto in azioni e obbligazioni BdM.

Un capitolo a parte riguarda Medioleasing. 

Secondo la Corte d’Appello, la società partecipata non avrebbe dovuto nemmeno essere coinvolta nel giudizio, dal momento che solo Banca delle Marche è stata dichiarata in stato di insolvenza con sentenza del Tribunale del 10 marzo 2016. 

In assenza di una dichiarazione di insolvenza per Medioleasing Spa, viene meno – secondo i giudici – uno degli elementi essenziali per configurare l’ipotesi di bancarotta.

Primo, registrazione presso il Tribunale di Pesaro n°3/2019 del 21 agosto 2019. P.Iva 02699620411

Primo utilizza Cookie di terze parti per personalizzare gli annunci pubblicitari e analizzare il traffico in ingresso. Fornisce informazioni ai Partner sul modo in cui utilizzi il sito, i quali potrebbero utilizzarle secondo quanto previsto delle proprie norme. Per saperne di più o negare il consento a tutti o alcuni cookie clicca su Maggiori Info. Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione acconsenti all’uso dei Cookie da parte dei servizi citati nell'Informativa Estesa.

Maggiori Info