Cronaca
giovedì 16 aprile 2026
Consultori nelle Marche, dati Cgil: carenze di personale e servizi, criticità anche per centri antiviolenza
newsSituazione critica per i consultori nelle Marche, dove a fronte di 66 sedi pubbliche, una ogni 22.533 abitanti, solo 24 strutture dispongono di tutte le figure professionali previste, tra cui ginecologa, ostetrica, assistente sociale e psicologa.
I dati sono stati presentati nel corso di un’iniziativa promossa da Cgil Marche e Spi Cgil Marche presso la Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche, nell’ambito di un lavoro di analisi realizzato insieme alle associazioni studentesche.
L’indagine evidenzia forti carenze nei servizi offerti: l’ecografo è disponibile in appena 33 sedi, mentre l’ambulatorio per la gravidanza fisiologica è attivo in 34 strutture.
Ancora più limitata la possibilità di accesso alle certificazioni per l’interruzione volontaria di gravidanza (Ivg), presenti in sole 26 sedi.
L’Ivg farmacologica non è praticata in alcun consultorio, poiché la Regione Marche non ha ancora recepito la circolare del Ministero della Salute del 2020.
Un ulteriore elemento di criticità riguarda l’obiezione di coscienza, che coinvolge il 100% degli operatori in sette sedi, mentre solo in nove consultori non sono presenti obiettori.
Una situazione che, secondo i promotori dello studio, limita ulteriormente l’accesso ai servizi.
Sul fronte delle prospettive, la segretaria regionale della Cgil Marche, Eleonora Fontana, sottolinea la necessità di piani di assunzione mirati per restituire centralità ai consultori.
Dello stesso avviso Vilma Bontempo, segretaria dello Spi Cgil Marche, che richiama l’attenzione sull’invecchiamento della popolazione e sulla necessità di ampliare i servizi anche per le persone anziane.
L’analisi si estende anche ai centri antiviolenza, evidenziando come le Marche siano la quinta regione per molestie in contesti non lavorativi (7,2% contro il 6,4% nazionale).
Il sistema di sostegno risulta sottodimensionato: nel 2025 sono state presentate 197 domande di aiuto, ma solo 84 sono state accolte per esaurimento delle risorse.
Secondo Cgil e Spi, è necessario rafforzare i finanziamenti regionali e adottare un approccio integrato, che parta anche dall’educazione all’affettività e al rispetto nelle scuole.