Cronaca

giovedì 11 giugno 2026

Coldiretti Marche in piazza ad Ancona: “Più controlli su grano e olio importati per tutelare Made in Italy”

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Coldiretti Marche in piazza ad Ancona: “Più controlli su grano e olio importati per tutelare Made in Italy”

Più controlli sul cibo importato, tutela della salute dei cittadini e difesa del Made in Italy agroalimentare. 

Sono queste le richieste avanzate da Coldiretti Marche, che ha promosso un presidio davanti alla Prefettura di Ancona, in contemporanea con altre manifestazioni organizzate in diverse città italiane.

Con bandiere, striscioni e cartelli riportanti slogan come “Fermiamo i trafficanti di grano”, “No al grano al glifosate, sì alla salute dei cittadini” e “L’olio italiano non si tocca”, agricoltori e rappresentanti dell’organizzazione hanno richiamato l’attenzione sulle importazioni di prodotti agroalimentari considerati a rischio sia per il mercato sia per la sicurezza alimentare.

Una delegazione guidata dalla presidente di Coldiretti Marche, Maria Letizia Gardoni, ha incontrato il prefetto Maurizio Valiante, consegnando un documento contenente una serie di richieste volte a rafforzare i controlli e l’applicazione delle normative esistenti. Tra i punti evidenziati figurano l’attuazione della normativa contro le pratiche commerciali sleali e l’effettiva applicazione delle disposizioni contro agromafie e agropirateria.

Al centro della mobilitazione ci sono in particolare due filiere considerate strategiche e attualmente in difficoltà: quella del grano duro e quella dell’olio extravergine di oliva

Secondo Coldiretti, mentre nelle Marche ci si prepara alla nuova stagione della raccolta e della trebbiatura, nei porti italiani continuano ad arrivare consistenti quantitativi di grano proveniente dall’estero, in particolare dal Canada. L’organizzazione agricola evidenzia criticità legate sia alla sicurezza alimentare sia agli effetti economici sul mercato e sulla redditività delle aziende agricole italiane.

Altro tema affrontato riguarda l’olio extravergine di oliva e il fenomeno delle importazioni che, secondo Coldiretti, possono favorire operazioni di trasformazione e commercializzazione tali da generare confusione sull’origine effettiva del prodotto. 

L’associazione richiama in particolare l’attenzione sull’articolo 60 del Codice Doganale Europeo, relativo all’ultima trasformazione sostanziale, chiedendo una revisione della normativa per evitare che prodotti importati possano essere commercializzati come italiani dopo specifiche lavorazioni effettuate nel Paese.

L’obiettivo della mobilitazione è rafforzare la trasparenza lungo la filiera agroalimentare, garantire una corretta informazione ai consumatori e sostenere il reddito delle imprese agricole italiane, in un momento particolarmente delicato per comparti considerati fondamentali per l’economia e l’identità produttiva nazionale.

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