Cronaca
mercoledì 28 gennaio 2026
Chirurgia robotica ad alta complessità ad Ancona: rimossa una neoplasia della testa del pancreas
newsUn intervento di chirurgia robotica ad alta complessità è stato eseguito ad Ancona per la rimozione di una neoplasia della testa del pancreas.
L’operazione, denominata duodenocefalopancreasectomia (DCP), ha previsto l’asportazione in blocco della testa del pancreas insieme al duodeno e al tratto terminale della via biliare.
L’intervento è stato effettuato a metà gennaio su un paziente 70enne residente nelle Marche dalla Clinica di Chirurgia Epatobiliare, Pancreatica e dei Trapianti dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, diretta dal professor Marco Vivarelli. Si tratta del primo caso di DCP eseguito con chirurgia robotica nella struttura.
Dopo la fase di asportazione, le strutture rimosse sono state ricostruite con suture di elevata complessità, realizzate mediante tecnica robotica mininvasiva “a pancia chiusa”, riducendo in modo significativo l’impatto operatorio rispetto alla chirurgia tradizionale “a cielo aperto”.
Il paziente è stato dimesso dopo una settimana ed è tornato alla propria vita quotidiana.
Il vantaggio della piattaforma robotica risulta particolarmente evidente nella fase ricostruttiva, grazie alla possibilità di riprodurre i movimenti articolati della mano del chirurgo con una visione ingrandita fino a dieci volte.
«Non tutti i pazienti possono essere candidati a questo tipo di intervento – ha spiegato Vivarelli – la scelta dipende dalle condizioni cliniche e dalle eventuali comorbidità».
La chirurgia pancreatica è una disciplina super specialistica e richiede strutture dedicate con un numero adeguato di casi trattati, secondo le linee guida ministeriali 2025.
Nelle Marche l’Aou è l’unica struttura a disporre di un’unità dedicata conforme agli standard previsti.
La disponibilità di una seconda piattaforma robotica consentirà di ampliare il numero di interventi e personalizzare ulteriormente le cure.
Lo sviluppo della chirurgia robotica apre inoltre nuove prospettive, tra cui il trapianto di fegato da donatore vivente con tecnica robotica, indicato come una delle future frontiere dell’eccellenza clinica dell’ospedale marchigiano.