Cronaca

giovedì 08 gennaio 2026

Causa Fox Petroli contro attivisti No GNL: prima udienza a Pesaro e attenzione sul rischio SLAPP

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Causa Fox Petroli contro attivisti No GNL: prima udienza a Pesaro e attenzione sul rischio SLAPP

Si è svolta oggi presso il Tribunale di Pesaro la prima udienza della causa civile promossa da Fox Petroli S.p.A. contro Roberto Malini e Lisetta Sperindei, esponenti del Comitato “PESARO: NO GNL” ed EveryOne Group, con una richiesta di risarcimento pari a due milioni di euro per presunta diffamazione.

Il procedimento è stato indicato da osservatori e organizzazioni internazionali come un caso riconducibile al fenomeno delle SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation), ovvero azioni giudiziarie considerate potenzialmente intimidatorie, utilizzate per scoraggiare la partecipazione civica, la libertà di espressione e la denuncia pubblica su temi di interesse collettivo come ambiente, salute e sicurezza.

In concomitanza con l’udienza, numerosi cittadini hanno presidiato pacificamente l’area del Tribunale, manifestando solidarietà agli attivisti e chiedendo che la tutela dell’ambiente e della sicurezza pubblica non diventi oggetto di pressione giudiziaria.

Malini e Sperindei hanno esibito un assegno simbolico gigante da due milioni di euro, per evidenziare la sproporzione della richiesta risarcitoria e richiamare l’attenzione sulla necessità di un impegno concreto contro le SLAPP, azioni che possono limitare l’attivismo, scoraggiare giornalisti e cittadini e ostacolare la difesa dei beni comuni.

Secondo gli attivisti, la mobilitazione cittadina ha avuto un ruolo decisivo nel sollecitare controlli, analisi e interventi istituzionali sul progetto di impianto GNL nella zona industriale della Tombaccia, progetto successivamente decaduto dopo il diniego del Nulla Osta di Fattibilità (NOF) da parte del Comitato Tecnico Regionale dei Vigili del Fuoco delle Marche, a tutela della sicurezza della comunità. 

Viene inoltre ribadita la necessità di una campionatura ambientale del sito, interessato da decenni di attività legate agli idrocarburi, in vista di una possibile bonifica.

Il caso Malini–Sperindei è seguito da una rete internazionale di protezione dei difensori dei diritti umani e dell’ambiente

Dopo i messaggi di sostegno di figure e organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti civili, gli attivisti hanno annunciato di aver ricevuto una lettera ufficiale di supporto dalla Direzione nazionale di Legambiente, considerata un segnale di rilevanza civile.

Il procedimento proseguirà con le fasi istruttorie successive

Malini e Sperindei, assistiti dall’avvocata Pia Perricci, esperta in tutela dei difensori dei diritti umani, hanno dichiarato di affrontare il processo con determinazione e trasparenza, confidando che la giustizia sappia distinguere tra diffamazione ed esercizio legittimo del diritto di critica e partecipazione civica

Il caso si inserisce in un contesto più ampio che vede l’Italia tra i Paesi europei con maggiore incidenza di azioni legali temerarie, in vista del recepimento della Direttiva europea anti-SLAPP previsto per il 2026.

Primo, registrazione presso il Tribunale di Pesaro n°3/2019 del 21 agosto 2019. P.Iva 02699620411

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