Cronaca
venerdì 30 gennaio 2026
Bambino lasciato a piedi dal bus per il biglietto: cammina 6 km nella neve arrivando a casa in ipotermia
newsUn bambino di undici anni ha percorso sei chilometri a piedi nella neve dopo essere stato fatto scendere dall’autobus per non avere il nuovo biglietto da 10 euro previsto sulla tratta Calalzo-Cortina in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina.
È accaduto a San Vito di Cadore, nel Bellunese, nel primo pomeriggio di martedì 27 gennaio.
Riccardo, terminata la scuola, aveva raggiunto come sempre la fermata del bus per rientrare a casa a Vodo.
In possesso di un biglietto ordinario da 2,50 euro, si è visto negare la salita dall’autista, che gli ha chiesto il pagamento della nuova tariffa in contanti.
Non avendo con sé la somma richiesta, il bambino è stato fatto scendere dal mezzo.
Il rientro a piedi è avvenuto lungo la pista ciclopedonale, in condizioni difficili a causa della neve non spalata e delle basse temperature.
Il piccolo è arrivato a casa stremato, con i vestiti bagnati e in stato di ipotermia.
La madre ha raccontato che non è riuscito a chiamare i genitori perché a scuola non è consentito portare il telefono cellulare.
La vicenda ha suscitato forte indignazione pubblica.
Dolomiti Bus, società che gestisce il servizio di trasporto pubblico, ha annunciato la sospensione dell’autista coinvolto e l’avvio di un approfondimento interno.
La Procura di Belluno ha aperto un’inchiesta, mentre la nonna del bambino, avvocata del foro di Padova, ha presentato querela.
Sul piano politico sono arrivate reazioni da più parti.
Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha chiesto di fare chiarezza sull’accaduto.
Il senatore di Fratelli d’Italia Luca De Carlo ha definito la situazione “delicata e spiacevole”, mentre la parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra Elisabetta Piccolotti ha annunciato un’interrogazione parlamentare.
Il caso ha riacceso il dibattito sulle tariffe del trasporto pubblico nelle aree interessate dai grandi eventi e sulle tutele per i residenti.
Nei giorni precedenti erano già emerse segnalazioni di rincari significativi per abbonamenti mensili.
La storia di Riccardo ha portato all’attenzione nazionale il tema dell’accessibilità dei servizi essenziali nei territori coinvolti dalle Olimpiadi invernali.