Cronaca

martedì 03 marzo 2026

Attacchi di lupi nel Pesarese: mucca e vitellino sbranati a Monte Grimano, emergenza predazioni

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Attacchi di lupi nel Pesarese: mucca e vitellino sbranati a Monte Grimano, emergenza predazioni

L'attacco di lupi avvenuto all’alba a Monte Grimano ha provocato la morte di una mucca e del vitellino appena nato, sbranati a pochi metri dalle abitazioni. 

L’episodio, avvenuto pochi giorni fa, ha suscitato forte amarezza tra gli allevatori della zona, già colpiti da una precedente predazione avvenuta circa dieci giorni prima.

Dalle tracce rinvenute sul posto emergerebbe l’azione di un branco numeroso, che avrebbe atteso il parto per colpire prima il vitello e poi la madre nel tentativo di difenderlo. 

Una dinamica che rende ancora più drammatico il bilancio dell’ennesimo episodio di predazione.

La provincia di Pesaro Urbino continua a essere la più colpita delle Marche. 

Nel 2025 oltre un terzo delle denunce regionali per predazioni di bestiame proviene dal territorio pesarese, con 31 segnalazioni ufficiali. Tra i comuni più interessati figurano Cagli, Cantiano e Serra Sant’Abbondio, a conferma di una criticità ormai strutturale.

«Così è impossibile andare avanti – spiegano gli allevatori –. L’allevamento è un settore strategico per queste aree interne, che rischiano l’abbandono». 

A sottolinearlo è anche Claudio Calevi, direttore di Coldiretti Pesaro Urbino, che evidenzia come l’allevamento all’aperto sia diventato sempre più incerto e rischioso.

Tenere gli animali in stalla comporta un aumento dei costi, una riduzione del reddito aziendale e un peggioramento del benessere animale.

Nonostante gli sforzi compiuti negli anni per incrementare i risarcimenti, gli indennizzi restano lontani dal coprire l’effettiva entità dei danni, spesso sufficienti appena a compensare i costi di smaltimento delle carcasse.

Nel frattempo, secondo un’analisi di Coldiretti su dati dell’anagrafe zootecnica, negli ultimi dieci anni la provincia ha perso il 28% degli allevamenti di ovini e caprini e il 60% degli allevamenti bovini.

A livello regionale sono stati introdotti sostegni per la realizzazione di recinti notturni e per l’acquisto di cani da guardiania, ma il fenomeno delle predazioni da fauna selvatica appare ancora sottostimato nella sua reale dimensione

Ai numeri ufficiali delle richieste di risarcimento per pecore, capre, mucche, vitelli, cavalli e muli si aggiunge infatti un sommerso di razzie di pollame e animali da cortile, che rende il quadro complessivo ancora più allarmante.

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