Cronaca
mercoledì 12 agosto 2026
Arresto cardiaco a Fano, 40enne salvato grazie a DAE Marche e First Responder
newsUn uomo di 40 anni è stato salvato da un arresto cardiaco a Fano grazie alla rapidità della catena di soccorso attivata attraverso il sistema DAE Marche.
L’episodio è avvenuto nel pomeriggio di ieri e ha dimostrato concretamente l’importanza di intervenire nei primissimi minuti dall’emergenza.
L’allarme è scattato alle 16.33, quando la Centrale 112 ha ricevuto e localizzato la chiamata.
La Centrale Operativa dell’Emergenza Sanitaria di Pesaro ha assegnato all’intervento la massima priorità e attivato il sistema DAE Marche, inviando tramite l’app una richiesta di supporto ai First Responder presenti nelle vicinanze.
Due soccorritori hanno accettato l’intervento e le persone già presenti sul posto hanno potuto intervenire immediatamente.
Dopo appena quattro minuti, le piastre del defibrillatore erano già state applicate al torace del paziente.
Il DAE ha erogato una scarica e il cuore ha ripreso a battere, mentre le operazioni venivano guidate a distanza dalla Centrale Operativa attraverso una videochiamata di teleassistenza.
L’ambulanza è arrivata circa otto minuti dopo la chiamata.
L’episodio evidenzia il ruolo decisivo del fattore tempo nell’arresto cardiaco.
Secondo quanto riportato dalla Regione, ogni minuto senza intervento riduce di circa il 10% le probabilità di sopravvivenza.
Per questo la risposta all’emergenza non può dipendere esclusivamente dall’arrivo dei mezzi di soccorso, ma deve coinvolgere una rete capace di portare il primo intervento direttamente sul luogo dell’evento.
«Questa è la dimostrazione che la scelta della Regione Marche è quella giusta», ha dichiarato l’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, evidenziando la necessità di affiancare alle ambulanze una rete composta da tecnologie, cittadini formati, defibrillatori e First Responder.
Il sistema DAE Marche collega la rete dell’emergenza sanitaria con i defibrillatori e i First Responder presenti sul territorio.
Attraverso l’applicazione è possibile allertare i soccorritori nelle vicinanze, ma anche segnalare nuovi dispositivi e comunicare eventuali malfunzionamenti o criticità.
Per garantire l’efficacia della rete è quindi fondamentale che i defibrillatori siano censiti, geolocalizzati, funzionanti e facilmente individuabili.
L’intervento di Fano mostra come la combinazione tra Centrale operativa, tecnologia, dispositivi disponibili e persone in grado di intervenire possa consentire di anticipare il soccorso e aumentare le possibilità di sopravvivenza.