Cronaca
martedì 13 gennaio 2026
Alberto Trentini e Mario Burlò tornano in Italia dopo la detenzione in Venezuela
newsAlberto Trentini e Mario Burlò sono rientrati in Italia dopo la liberazione dalle carceri venezuelane.
L’arrivo è avvenuto all’aeroporto di Roma Ciampino, dove ad accoglierli c’erano i familiari e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha commentato l’evento sui social sottolineando la dimensione umana oltre a quella istituzionale.
«Vedere il sorriso dei figli di Burlò e l’abbraccio tra Trentini e sua madre sono scene che toccano profondamente», ha scritto Tajani, evidenziando come il ritorno a casa dei due italiani rappresenti il risultato di un lungo lavoro diplomatico.
«Rivedere due persone finalmente vicine alle loro famiglie e pronte a dormire a casa riempie il cuore», ha aggiunto.
All’uscita dall’aeroporto è stata letta una dichiarazione di Alberto Trentini e della sua famiglia, affidata all’avvocata Alessandra Ballerini.
«Siamo molto felici, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo», si legge nel messaggio, che richiama i 423 giorni di detenzione e le sofferenze subite.
La famiglia ha chiesto rispetto e riservatezza per affrontare con serenità il ritorno alla libertà, rivolgendo anche un pensiero a chi è ancora detenuto.
Più diretto e drammatico il racconto di Mario Burlò, imprenditore piemontese, che ha parlato apertamente di sequestro e tortura psicologica.
«Ho avuto paura che mi ammazzassero, che non avrei più rivisto i miei figli», ha dichiarato, descrivendo condizioni di detenzione durissime, tra isolamento, privazioni e accuse di terrorismo poi decadute.
Il ministro Tajani ha infine ribadito che l’impegno del Governo prosegue: «Adesso lavoriamo per liberare gli altri italiani detenuti», riferendosi ai cittadini con doppia nazionalità ancora in carcere in Venezuela.
Un messaggio che lega il ritorno di Trentini e Burlò a una più ampia azione diplomatica ancora in corso.