Cronaca
domenica 05 aprile 2026
Aggressioni alle Forze dell’Ordine, SIULP Pesaro: “Crescente violenza e sistema da riformare”
newsIl tema della sicurezza urbana e delle aggressioni alle Forze dell’Ordine torna al centro del dibattito dopo il recente episodio avvenuto a Pesaro, dove un giovane ha aggredito quattro agenti durante un controllo. A intervenire è il segretario provinciale del SIULP di Pesaro e Urbino, Marco Lanzi, che denuncia una situazione sempre più critica.
Secondo il sindacato, gli operatori si trovano quotidianamente a fronteggiare soggetti violenti, spesso alterati e privi di rispetto per le istituzioni, con il rischio concreto di subire aggressioni fisiche. A questo si aggiunge la difficoltà legata al sistema giudiziario: intervenire può comportare non solo rischi fisici, ma anche lunghe procedure legali e costi personali, alimentando un clima di crescente demotivazione.
L’episodio di Pesaro viene indicato come emblematico: un 23enne di origine gambiana, fermato in viale della Liberazione, ha aggredito gli agenti causando ferite con prognosi fino a 30 giorni, tra cui un morso al braccio. Nonostante la gravità dell’accaduto, il giovane è stato rilasciato a piede libero, contribuendo a rafforzare la percezione di impunità.
I dati forniti dal SIULP evidenziano un quadro allarmante: nel 2024 si sono registrate circa 2.695 aggressioni fisiche con lesioni agli agenti, pari a una media di oltre 7 al giorno, con il 41% degli aggressori sotto effetto di alcol. Numeri che, secondo il sindacato, testimoniano un fenomeno strutturale e in crescita.
Particolare attenzione viene posta anche alla gestione dei soggetti con disturbi psichiatrici e problematiche di dipendenza, spesso coinvolti in episodi violenti. Dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, il sistema delle REMS (Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) risulta oggi sottodimensionato, con appena 600-700 posti disponibili in tutta Italia, insufficienti rispetto al fabbisogno.
A ciò si aggiunge il problema del sovraffollamento carcerario, con circa 63.800 detenuti a fronte di 51.000 posti, un dato che rende ancora più complessa la gestione dei soggetti pericolosi.
Il SIULP chiede quindi un intervento deciso della politica, con misure concrete per tutelare gli operatori, garantire cure adeguate per chi è malato e assicurare l’effettività della pena per chi commette reati. «Non possiamo più permetterci di lasciare soli gli agenti di fronte al pericolo», conclude Lanzi.