Cronaca
giovedì 16 aprile 2026
Aggressioni agli infermieri in Italia, oltre 130mila casi nel 2025: allarme Nursing Up
newsIl 2025 segna un punto critico per la sicurezza degli infermieri in Italia, con oltre 130mila episodi di aggressione stimati e un incremento del 4% rispetto all’anno precedente, secondo le analisi del sindacato Nursing Up, basate sui dati dello studio CEASE-IT.
Un trend che risulta confermato anche nei primi mesi del 2026 e che riaccende l’attenzione sulle condizioni di lavoro nel sistema sanitario.
Il nodo principale resta la forte discrepanza tra i dati ufficiali e la realtà.
Le rilevazioni di ONSEPS e INAIL parlano di circa 18mila episodi annui, ma secondo lo studio coordinato dall’Università di Genova solo un caso su otto viene denunciato, facendo emergere una dimensione del fenomeno molto più ampia.
Oltre l’80% delle aggressioni riguarda violenze verbali, minacce e intimidazioni, spesso escluse dai flussi ufficiali ma con un impatto rilevante sulla salute degli operatori.
L’aumento degli episodi è legato a fattori strutturali del sistema sanitario, tra cui il sovraffollamento dei Pronto Soccorso, la carenza di personale e le criticità della sanità territoriale.
Secondo dati di Agenas e Ministero della Salute, il sovraffollamento può aumentare fino al 15% il rischio di eventi avversi, esponendo gli infermieri a condizioni di maggiore vulnerabilità.
Di fronte a questo scenario, Nursing Up annuncia la richiesta di un dossier ispettivo al Ministero dell’Interno per verificare la presenza di presidi di polizia attivi h24 negli ospedali con bacini superiori ai 100mila abitanti.
L’obiettivo è rendere strutturale la presenza delle Forze dell’Ordine nelle strutture ad alto afflusso.
Il presidente del sindacato, Antonio De Palma, richiama inoltre gli obblighi normativi previsti dall’articolo 2087 del Codice Civile, dal D.Lgs. 81/08 e dalla Cassazione n. 14566/2017, sottolineando come le aziende sanitarie siano tenute a garantire la sicurezza dei lavoratori.
Un Documento di Valutazione dei Rischi che non tenga conto della reale entità del fenomeno, evidenzia, può comportare responsabilità dirette in caso di danno.
L’impatto sul piano sanitario è significativo: circa il 17% degli infermieri sviluppa sintomi da stress post-traumatico, un dato superiore alla media europea secondo le rilevazioni EFN.
Per Nursing Up, la violenza non può essere considerata parte del lavoro, ma rappresenta un fallimento organizzativo che richiede interventi immediati e strutturali.