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lunedì 03 agosto 2026

Vino nelle Marche, Coldiretti lancia l'allarme: «Servono interventi strutturali e un piano strategico regionale»

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Vino nelle Marche, Coldiretti lancia l'allarme: «Servono interventi strutturali e un piano strategico regionale»

Il settore vitivinicolo marchigiano si trova ad affrontare una fase di forte trasformazione, tra cambiamenti climatici, vendemmie sempre più anticipate, calo dei consumi e aumento delle giacenze di vino

Per questo Coldiretti Marche chiede alla Regione l'avvio di una strategia di lungo periodo che porti alla definizione di un Piano Strategico Vitivinicolo Regionale 2026-2030.

Secondo l'organizzazione agricola, il primo passo dovrebbe essere una mappatura aggiornata del vigneto marchigiano attraverso l'aggiornamento dello schedario viticolo regionale

L'obiettivo è disporre di dati puntuali su produzione, giacenze, strumenti di sostegno, fabbisogni delle aziende e criticità del comparto, così da programmare interventi mirati e rimodulare le misure dell'OCM Vino in funzione delle reali esigenze delle imprese.

Le principali preoccupazioni riguardano il rischio di surplus produttivo

Nonostante il caldo e gli eventi meteorologici estremi, con grandinate che in alcune aziende hanno compromesso fino al 90% della produzione, la vendemmia 2026 viene stimata in linea con quella dello scorso anno, pari a circa 870 mila ettolitri, secondo i dati Ismea

A pesare sul mercato sono però le consistenti giacenze, che secondo Coldiretti potrebbero favorire un calo dei prezzi.

In questo contesto si inseriscono anche i recenti provvedimenti adottati dall'IMT per il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC

Le eccedenze produttive della vendemmia 2026 superiori ai 100 quintali per ettaro non potranno essere certificate DOC fino a giugno 2027 oppure potranno essere destinate ad altre denominazioni, come Esino DOC, Marche IGT o vino senza denominazione. 

Una misura che punta a contenere l'offerta e preservare il valore economico e l'immagine della denominazione.

Coldiretti Marche propone inoltre di valutare una riduzione delle rese produttive, interventi di distillazione delle eccedenze e un'eventuale sospensione delle autorizzazioni per nuovi impianti, prevedendo deroghe per le aziende che non incidono sull'aumento delle giacenze. 

Nelle Marche sono presenti circa 18 mila ettari di vigneti, di cui 12 mila destinati a produzioni DOC, DOCG e IGT.

Secondo Coldiretti, il comparto deve confrontarsi anche con l'evoluzione delle abitudini di consumo. 

Se nelle Marche cresce leggermente la quota di consumatori di vino, aumenta il consumo occasionale, mentre a livello nazionale e internazionale si registra una flessione della domanda, in particolare tra le nuove generazioni, sempre più orientate verso altre tipologie di bevande.

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