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martedì 23 giugno 2026

Urbania ritrova Santa Chiara: riapre dopo decenni una delle chiese simbolo dell’antica Casteldurante

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Urbania ritrova Santa Chiara: riapre dopo decenni una delle chiese simbolo dell’antica Casteldurante

Dopo decenni di chiusura, la città di Urbania si prepara a riabbracciare la chiesa di Santa Chiara, uno dei luoghi più significativi della storia dell’antica Casteldurante. 

L’edificio, consacrato nel 1339 e di proprietà del Fondo Edifici di Culto (FEC), tornerà ufficialmente alla comunità venerdì 26 giugno al termine di un importante intervento di recupero che ha restituito valore architettonico, artistico e culturale a un bene profondamente legato all’identità del territorio.

Il percorso di restauro ha preso avvio nel 2019, quando nuove infiltrazioni d’acqua e criticità strutturali avevano fatto emergere la necessità di un intervento urgente per salvaguardare la chiesa e le opere custodite al suo interno. 

Da quel momento si è sviluppato un articolato lavoro che ha coinvolto istituzioni, professionisti, restauratori, storici, imprese, comunità religiose e studiosi, dando vita a un progetto che è andato ben oltre il semplice recupero edilizio.

Gli interventi hanno interessato la copertura, l’impermeabilizzazione, le strutture lignee e il consolidamento delle colonne che sostengono le volte. 

Parallelamente sono state avviate approfondite ricerche storiche e archivistiche che hanno permesso di ricostruire aspetti inediti della storia della chiesa e del monastero delle Clarisse, da secoli parte integrante della vita cittadina.

Durante il cantiere sono emerse anche importanti scoperte. 

Dietro alcune tele della controfacciata sono state ritrovate due nicchie contenenti reliquie custodite dalla comunità monastica, mentre lo spostamento della grande pala del Cialdieri ha riportato alla luce una porzione dell’antico altare rinascimentale del Santissimo Sacramento, decorato tra il 1558 e il 1560. 

Anche i monumenti funebri dei conti Ubaldini sono stati oggetto di un accurato restauro che ha consentito di recuperare le originarie dorature degli stucchi.

Il recupero della chiesa ha inoltre generato un importante percorso di valorizzazione culturale. 

I beni mobili e le opere restaurate sono stati protagonisti di una mostra allestita nei Musei Civici di Palazzo Ducale, offrendo ai visitatori l’opportunità di conoscere da vicino il patrimonio storico e artistico legato a Santa Chiara. 

A questo si è aggiunto il contributo del monastero, che ha pubblicato uno studio inedito su quaranta antiche pergamene conservate nel proprio archivio.

La cerimonia di riconsegna si terrà venerdì 26 giugno con inizio alle 11.30 al Teatro Bramante, per poi proseguire nella chiesa restaurata con una visita guidata. 

Saranno presenti il sindaco Marco Ciccolini, il prefetto di Pesaro e Urbino Emanuela Saveria Greco, il soprintendente Andrea Pessina, il direttore centrale del Fondo Edifici di Culto Alessandro Tortorella, l’arcivescovo Sandro Salvucci e il sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro.

«La riapertura di Santa Chiara rappresenta un momento di profonda emozione per tutta la comunità – sottolinea il sindaco Marco Ciccolini –. Questo intervento non ha solo salvato una chiesa di straordinario valore storico e artistico, ma ha permesso di approfondire la conoscenza di una parte importante della nostra storia. Custodire il patrimonio culturale significa preservare le nostre radici e creare nuove opportunità di crescita culturale e turistica per il territorio».

Primo, registrazione presso il Tribunale di Pesaro n°3/2019 del 21 agosto 2019. P.Iva 02699620411

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