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mercoledì 19 agosto 2026
Terremoto Marche, a 10 anni dal sisma ancora 357 aziende agricole con strutture emergenziali
newsA dieci anni dalle prime scosse del terremoto del 2016, nelle campagne delle Marche i segni del sisma continuano a incidere sulla vita delle comunità agricole. Nelle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno, centinaia di aziende agricole e zootecniche hanno dovuto affrontare danni a stalle, fienili e abitazioni, con conseguenze sulla permanenza degli agricoltori nelle aree interne.
Per garantire la continuità delle attività, nell'immediata fase dell'emergenza furono realizzati 126 Mapre, i moduli abitativi rurali emergenziali destinati agli allevatori, insieme a 304 moduli stalla. A queste strutture si aggiunsero 90 stalle costruite direttamente dagli allevatori e 253 fienili. Soluzioni nate per rispondere all'emergenza, ma che nel tempo si sono rivelate fondamentali per consentire alle imprese di continuare a operare sul territorio.
A dieci anni dal sisma sono ancora 357 le aziende che dispongono di queste strutture, considerate da Coldiretti Marche essenziali per la prosecuzione delle attività. I numeri delle strutture necessarie al comparto agricolo restano infatti significativi: 234 fienili, 196 stalle per bovini da carne, 22 per bovini da latte e 146 per pecore e capre.
Proprio alla luce di questa situazione, Coldiretti Marche ha chiesto al commissario alla ricostruzione Guido Castelli la possibilità di mantenere le strutture emergenziali, consentendo alle imprese di riscattarle. L'organizzazione agricola aveva già ottenuto in precedenza proroghe per il loro utilizzo.
Secondo Coldiretti, strutture nate come temporanee sono diventate in molti casi indispensabili per la permanenza delle aziende agricole e delle famiglie nelle aree interne. Il loro mantenimento viene quindi considerato uno strumento per accompagnare il rilancio delle imprese nel post-emergenza e sostenere la ricostruzione economica e sociale delle Marche colpite dal sisma.
La richiesta si inserisce in una visione della ricostruzione che, secondo l'organizzazione agricola, non può essere valutata soltanto sulla base del numero di edifici ricostruiti. Mantenere agricoltori, allevatori e famiglie nelle aree montane significa infatti preservare attività economiche, comunità e servizi, oltre a garantire la manutenzione quotidiana di territori particolarmente fragili.
Coldiretti Marche riconosce inoltre il lavoro svolto negli anni dal commissario Guido Castelli, definito importante e proficuo, e chiede ora di affrontare la fase successiva della ricostruzione tenendo conto delle esigenze concrete delle imprese agricole che ancora dipendono dalle strutture realizzate dopo il terremoto.