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sabato 28 marzo 2026

Settimana corta scuole superiori, la Provincia di Pesaro e Urbino apre al confronto

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Settimana corta scuole superiori, la Provincia di Pesaro e Urbino apre al confronto

La Provincia di Pesaro e Urbino apre ufficialmente alla possibilità della settimana corta nelle scuole superiori, avviando un confronto con i dirigenti scolastici del territorio. 

La proposta è stata discussa nel corso di un incontro istituzionale che ha visto la partecipazione del presidente Giuseppe Paolini e del consigliere con delega alla Programmazione scolastica Oriano Giovanelli, insieme ai rappresentanti del sistema scolastico provinciale.

L’obiettivo è avviare una riflessione su una diversa articolazione dell’orario scolastico, con la possibilità di concentrare le lezioni su cinque giorni, lasciando libero il sabato, pur nel pieno rispetto dell’autonomia decisionale delle singole scuole. “I tempi sono maturi almeno per aprire un confronto”, ha spiegato Giovanelli, sottolineando come si tratti di una proposta e non di un’imposizione.

Nel territorio esistono già esperienze consolidate di settimana corta, come negli istituti Santa Marta e Cecchi di Pesaro, Polo 3 di Fano, Scuola del Libro di Urbino, Celli tra Cagli e Piobbico, Torelli a Pergola e Donati a Fossombrone. 

L’idea è quindi quella di ampliare un modello già attivo, adattandolo alle diverse esigenze organizzative.

Dal punto di vista normativo, la competenza resta alle scuole: il collegio docenti propone, il consiglio d’istituto definisce i criteri e il dirigente scolastico delibera l’orario

La Provincia si limita a promuovere il confronto, tenendo conto delle criticità legate a trasporti, mense e attività laboratoriali, che rendono ogni istituto un caso a sé.

Tra le possibili soluzioni si ipotizzano modelli flessibili o ibridi, con eventuali rientri pomeridiani o recuperi del monte ore attraverso l’anticipo o il posticipo dell’anno scolastico. 

Nessuna soluzione unica, ma un percorso condiviso che tenga conto delle specificità locali.

Secondo i promotori, i benefici riguarderebbero soprattutto la sfera educativa e sociale: più tempo libero per gli studenti nel fine settimana e una migliore conciliazione dei tempi familiari

La Provincia inviterà ora i dirigenti a sondare il parere di docenti, studenti e famiglie, formalizzando la proposta nei prossimi giorni.

Il presidente Paolini ha ribadito l’approccio graduale: “Si tratta di scelte condivise e programmate nel tempo”, con la possibilità di avviare la settimana corta già dall’anno scolastico 2026-2027, oppure negli anni successivi, mantenendo aperto il confronto su un tema ritenuto strategico per l’organizzazione scolastica.

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