Attualità
lunedì 16 marzo 2026
Scuole nelle aree interne, CISL: «L’esclusione dal decreto montagna mette a rischio i plessi scolastici»
newsL’esclusione di 19 comuni delle Marche dal cosiddetto decreto montagna rischia di avere conseguenze rilevanti per il sistema scolastico delle aree interne.
A denunciarlo sono CISL Marche e CISL Scuola Marche, che segnalano come la mancata applicazione della deroga sul numero minimo di alunni per classe possa mettere a rischio la sopravvivenza di diversi plessi scolastici.
Il problema riguarda in particolare i territori montani e appenninici, dove la scuola rappresenta spesso l’ultimo presidio educativo e sociale rimasto attivo.
«Nei territori montani la scuola non è soltanto un servizio pubblico – sottolinea Cristiana Ilari, segretaria generale della CISL Scuola Marche – ma un presidio educativo e civile fondamentale per la vita delle comunità. Quando una scuola chiude o viene ridimensionata non si perde solo un luogo di istruzione, ma si indebolisce l’intero tessuto sociale».
La situazione si inserisce in un contesto già segnato dal calo demografico.
Il confronto tra le iscrizioni alle classi prime del 2025 e quelle previste per l’anno scolastico 2026/2027 evidenzia una tendenza complessivamente negativa, soprattutto negli istituti comprensivi delle aree interne.
Nella provincia di Pesaro e Urbino, ad esempio, la scuola secondaria di primo grado di Montefelcino passa da 60 a 37 iscritti, mentre a San Lorenzo in Campo gli studenti scendono da 30 a 22.
Anche negli istituti superiori si registrano flessioni: il Liceo Scientifico Laurana-Baldi perde 15 iscritti e l’ITIS Enrico Mattei passa da 225 a 200 studenti.
Situazioni simili emergono anche nella provincia di Ancona, con cali nelle scuole di Arcevia e Staffolo, e nell’area ascolana, dove ad Appignano del Tronto la scuola primaria passa da 7 a 4 iscritti e a Castignano la secondaria di primo grado scende da 22 a 13 studenti.
Nella provincia di Macerata, infine, a Belforte del Chienti la secondaria di primo grado passa da 14 iscritti a nessuno, mentre a Tolentino l’istituto IIS Filelfo registra una riduzione da 121 a 94 studenti.
Numeri che alimentano le preoccupazioni del sindacato.
«I dati sulle iscrizioni dimostrano quanto sia urgente proteggere le scuole dei comuni montani, che paradossalmente non vengono più considerate tali sulla base di un mero calcolo altimetrico», osserva Marco Ferracuti, segretario generale della CISL Marche.
Per la CISL la questione deve essere affrontata con una visione più ampia rispetto ai soli criteri numerici.
«Serve una consapevolezza condivisa della fragilità demografica delle aree interne e la volontà di investire davvero su questi territori – aggiunge Ferracuti – perché senza interventi concreti il rischio è quello di un progressivo spopolamento».
Secondo il sindacato, la tutela delle scuole nei territori montani dovrebbe diventare parte di una strategia più ampia di sviluppo regionale: rafforzare i servizi, sostenere la collaborazione tra comuni e garantire alle famiglie la possibilità di costruire il proprio progetto di vita senza essere costrette ad abbandonare l’entroterra.