Attualità
lunedì 03 agosto 2026
Sciopero rider a Pesaro, la CGIL: «Durante il blocco le tariffe sono salite fino a 17 euro a consegna»
newsA poco più di una settimana dalla mobilitazione dei rider del food delivery a Pesaro, la CGIL, attraverso Nidil CGIL e Filt CGIL, torna sui risultati dello sciopero del 25 luglio, organizzato con un presidio davanti al McDonald's di Pesaro.
Secondo il sindacato, la protesta ha rappresentato un momento di rivendicazione dei diritti dei lavoratori delle consegne a domicilio, impegnati quotidianamente in condizioni ritenute particolarmente gravose.
Nel comunicato, la CGIL riferisce che durante le due ore di sciopero, con numerosi rider disconnessi dalle piattaforme, i compensi proposti dagli algoritmi sarebbero aumentati rapidamente.
Le tariffe per singola consegna, normalmente intorno ai 3 euro, avrebbero raggiunto valori compresi tra 15 e 17 euro, per poi tornare ai livelli ordinari una volta conclusa la protesta e ripristinata la disponibilità dei lavoratori.
Secondo il sindacato, questo andamento dimostrerebbe come le piattaforme siano in grado di modificare i compensi in funzione della disponibilità della forza lavoro.
La CGIL sottolinea inoltre che, nonostante l'aumento temporaneo delle tariffe, i lavoratori avrebbero mantenuto compatto lo sciopero fino al termine previsto, rinunciando ai maggiori guadagni per sostenere la mobilitazione.
Nella provincia di Pesaro e Urbino, riferisce ancora la CGIL, opererebbero circa 200 rider impiegati nel food delivery e nella grande distribuzione.
Il sindacato descrive un settore caratterizzato da precarietà, compensi ritenuti insufficienti, assenza di adeguate tutele in caso di infortunio o malattia e condizioni di lavoro aggravate dai lunghi turni e dalle alte temperature estive.
Al presidio hanno partecipato la segretaria generale di Nidil CGIL Pesaro Urbino, Sarah Salmouti, Matteo Franceschetti per Filt CGIL Pesaro Urbino, il segretario generale della CGIL Pesaro Urbino, Roberto Rossini, e la segretaria nazionale della CGIL, Daniela Barbaresi.
Per il sindacato, la mobilitazione rappresenta il primo passo di una vertenza che punta a ottenere un contratto nazionale, maggiori tutele per salute e sicurezza e compensi ritenuti più equi per i lavoratori delle piattaforme di consegna.