Attualità

giovedì 16 aprile 2026

Sciopero giornalisti 16 aprile 2026, allarme FNSI: contratto fermo e 129 reporter uccisi nel mondo

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Sciopero giornalisti 16 aprile 2026, allarme FNSI: contratto fermo e 129 reporter uccisi nel mondo

L’informazione italiana si ferma oggi, 16 aprile 2026, per la terza giornata di sciopero nazionale indetta dalla FNSI, la Federazione Nazionale Stampa Italiana, in un contesto segnato da una crisi strutturale della professione

Al centro della mobilitazione, un contratto di lavoro scaduto da oltre dieci anni, l’assenza di equo compenso per i freelance e la progressiva perdita del potere d’acquisto che sta mettendo in difficoltà l’intera categoria.

La protesta, sostenuta da ampie adesioni nelle principali redazioni e dalla Rai, non riguarda solo rivendicazioni salariali ma si configura come un allarme per la tenuta della libera informazione e della democrazia

In un quadro già fragile sul piano interno, si inserisce un contesto internazionale sempre più critico, in cui il diritto di cronaca è spesso messo a rischio della vita.

Secondo i dati dell’indagine AMSI-AISCNEWS aggiornata al 30 marzo 2026, il 2025 è stato l’anno più drammatico dell’ultimo decennio, con 129 giornalisti uccisi nel mondo, di cui 86 in Medio Oriente, l’area più pericolosa per i reporter. 

Numeri che evidenziano il legame tra precarietà della professione e vulnerabilità sul campo.

A sottolinearlo è il professor Foad Aodi, esperto di salute globale e docente all’Università di Tor Vergata, che evidenzia come la mancanza di tutele e salari adeguati renda i giornalisti più esposti, favorendo anche la diffusione della disinformazione. 

“Un professionista precario è l’anello debole attraverso cui si insinua il fenomeno delle fake news”, afferma, ribadendo che difendere il lavoro giornalistico significa difendere la verità e la qualità dell’informazione.

Le associazioni coinvolte – tra cui AMSI, UMEM, AISCNEWS, Uniti per Unire e CISCNETWORK – richiamano l’attenzione sulla necessità di contratti equi, tutela dei giovani e dei freelance e contrasto all’abusivismo nell’informazione, fenomeno in crescita soprattutto sui social. 

Viene inoltre sottolineata l’urgenza di garantire trasparenza e professionalità, attraverso il rispetto delle norme e dell’iscrizione all’Albo.

Il tema si estende anche al rapporto tra informazione, tecnologia e responsabilità, in un’epoca in cui la diffusione delle notizie è sempre più rapida e il rischio di manipolazione cresce. 

Secondo Aodi, solo giornalisti tutelati, formati e indipendenti possono contrastare efficacemente le fake news e contribuire alla stabilità democratica.

Lo sciopero rappresenta quindi un atto di resistenza per la dignità della professione, con l’obiettivo di garantire un’informazione libera, autorevole e verificata, considerata un bene pubblico essenziale per la società.

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