Attualità
mercoledì 02 settembre 2026
Sanità Marche, Vitri: «Già esaurito il budget BioLab per le prestazioni in convenzione a settembre»
newsIl budget per le prestazioni in convenzione del laboratorio BioLab nella provincia di Pesaro e Urbino risulterebbe esaurito già all’inizio di settembre.
A sollevare il caso è la consigliera regionale Micaela Vitri, che chiede alla Regione Marche di chiarire quali misure intenda adottare per garantire ai cittadini l’accesso alle prestazioni sanitarie nei prossimi mesi del 2026.
Secondo Vitri, la situazione sarebbe segnalata da un cartello esposto presso uno dei laboratori e potrebbe riguardare anche altre strutture del privato accreditato e convenzionato.
La consigliera sottolinea come l’esaurimento anticipato delle risorse possa rappresentare un problema per gli utenti che necessitano di esami prescritti dal Servizio sanitario.
«Siamo appena all’inizio di settembre e la Regione deve spiegare come intenda garantire ai cittadini l’accesso alle prestazioni nei prossimi quattro mesi», afferma Vitri, ponendo una domanda alla Giunta guidata da Francesco Acquaroli: quale budget è stato assegnato a BioLab per il 2026 e perché risulterebbe già esaurito?
La consigliera evidenzia inoltre che, dagli atti pubblicamente disponibili da lei esaminati, non emergerebbe con sufficiente chiarezza il tetto di spesa contrattualizzato per BioLab nel 2026.
Come riferimento, Vitri cita la DGR Marche n. 1183 del 3 agosto 2020, relativa agli accordi con i laboratori privati accreditati per il periodo 2019-2021, nella quale risultavano 394.978,58 euro per il Laboratorio BIO-LAB e 216.662,60 euro per la filiale, per un totale di 611.641,18 euro.
«La domanda crescente di prestazioni in convenzionamento, anche per sopperire alle difficoltà della sanità pubblica, rende necessario capire se il budget assegnato sia rimasto fermo negli anni oppure sia stato adeguato», sostiene la consigliera regionale.
Liste d’attesa e prestazioni convenzionate, la richiesta di chiarimenti
Vitri richiama anche i provvedimenti adottati dalla Regione Marche nel corso del 2026 per la riduzione delle liste d’attesa.
Tra questi, la DGR n. 1 del 12 gennaio 2026, che ha previsto anche l’erogazione di prestazioni specialistiche ambulatoriali nelle giornate di sabato e domenica, e la DGR n. 885 del 13 luglio 2026, relativa a un sistema regionale di analisi e monitoraggio dei flussi prescrittivi della specialistica ambulatoriale.
Secondo la consigliera, emerge una possibile contraddizione tra le misure annunciate per aumentare l’offerta sanitaria e il fatto che, già a settembre, possa risultare esaurito il budget destinato alle prestazioni convenzionate di una struttura alla quale si rivolgono cittadini della provincia.
La stessa BioLab, secondo quanto riportato da Vitri, informa gli utenti che la Regione assegna un budget alle prestazioni in convenzione e che tale disponibilità può terminare prima della conclusione dell’anno.
In quel caso vengono fornite informazioni sulle disponibilità residue e sui costi delle eventuali prestazioni in regime libero-professionale.
«Il cittadino che ha bisogno di un esame prescritto dal Servizio sanitario non può essere messo nella condizione di scegliere tra cercare un’altra struttura, attendere oppure pagare privatamente», afferma Vitri.
Vitri annuncia un atto in Consiglio regionale
La consigliera regionale annuncia quindi la presentazione di un atto in Consiglio regionale per chiedere un quadro complessivo delle risorse destinate alla specialistica ambulatoriale convenzionata nella provincia di Pesaro e Urbino.
La richiesta riguarderà, tra gli altri aspetti, l’importo dei budget assegnati alle strutture private convenzionate per il 2026, gli accordi contrattuali in vigore, eventuali incrementi o rimodulazioni intervenuti durante l’anno, il numero delle prestazioni erogate e le date di raggiungimento dei tetti di spesa.
Vitri richiama infine il programma straordinario regionale sulle liste d’attesa, che, dopo una prima fase conclusa a maggio, secondo quanto riportato dovrebbe riprendere dal 3 ottobre al 29 novembre 2026.
«Il diritto alla salute non può funzionare fino a esaurimento budget», conclude la consigliera.
«Le liste d’attesa non si combattono con gli annunci: servono risorse adeguate, programmazione e prestazioni realmente accessibili per dodici mesi all’anno».