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giovedì 03 settembre 2026

Rifiuti elettronici, nelle Marche raccolte 9.425 tonnellate nel 2025: Pesaro e Urbino cresce del 5,5%

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Rifiuti elettronici, nelle Marche raccolte 9.425 tonnellate nel 2025: Pesaro e Urbino cresce del 5,5%

Nel 2025 nelle Marche sono state raccolte 9.425 tonnellate di RAEE, con una crescita dell’1,8% rispetto all’anno precedente. La raccolta pro capite regionale ha raggiunto 6,36 kg per abitante, un valore superiore alla media italiana di 6,22 kg

È quanto emerge dal Rapporto Annuale 2025 del Centro di Coordinamento RAEE.

A contribuire in modo significativo al risultato regionale è la provincia di Pesaro e Urbino, dove nel 2025 sono state raccolte 1.966 tonnellate di rifiuti elettronici, pari a circa il 20,8% del totale regionale

Il dato registra una crescita del 5,5% rispetto al 2024, anche se la raccolta pro capite provinciale, pari a 5,62 kg per abitante, resta sotto la media nazionale.

I RAEE comprendono apparecchiature elettriche ed elettroniche giunte a fine vita, dagli elettrodomestici ai piccoli dispositivi elettronici. Nelle Marche, tra i raggruppamenti più consistenti figurano i grandi elettrodomestici (R2), con 3.077 tonnellate, i rifiuti R1, che comprendono frigoriferi, condizionatori e altre apparecchiature per il freddo e il clima, con 2.664 tonnellate, e gli R4, relativi a piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo, con 2.519 tonnellate.

Di fronte alla crescita dei rifiuti elettronici, CNA Pesaro e Urbino richiama l’attenzione sulla riparazione e sulla manutenzione come strumenti per allungare la vita degli apparecchi e ridurre la produzione di nuovi RAEE.

L’obiettivo è promuovere un modello alternativo alla sostituzione immediata dell’elettrodomestico in caso di guasto.

«Riparare significa allungare la vita degli oggetti – afferma Matteo Iacucci, di CNA Installazione e Impianti Pesaro e Urbino – ed è il primo passo per contenere un problema che nel nostro territorio ha ormai dimensioni strutturali». 

Secondo Iacucci, la manutenzione può rappresentare anche una scelta economicamente vantaggiosa, soprattutto quando consente di recuperare la piena funzionalità di elettrodomestici come lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi, evitando la spesa per l'acquisto di un nuovo apparecchio.

La riparazione viene indicata da CNA anche come una componente dell’economia locale, grazie alle imprese artigiane specializzate presenti sul territorio. 

Nelle Marche sono 111 le aziende specializzate nel settore indicate dall’associazione, di cui 25 imprese artigiane riparatrici nella provincia di Pesaro e Urbino.

«Sono imprese artigiane locali – aggiunge Iacucci – che ogni giorno assistono le famiglie, valorizzano le competenze tecniche, riducono gli sprechi e garantiscono occupazione qualificata non delocalizzabile». 

Per CNA, quindi, scegliere la manutenzione significa anche sostenere le professionalità e il tessuto produttivo del territorio.

La proposta dell’associazione punta infine a rafforzare una cultura della manutenzione capace di produrre effetti ambientali, sociali ed economici. 

«La riparazione non è un semplice servizio, ma una scelta di responsabilità etica, sociale ed economica», conclude Iacucci, indicando nella riduzione degli sprechi e nella valorizzazione delle competenze locali gli elementi di un modello di sviluppo più sostenibile.

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