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venerdì 02 gennaio 2026

Ricchezza delle famiglie italiane in calo reale: meno 2% dal 2012, crescono le disuguaglianze

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Ricchezza delle famiglie italiane in calo reale: meno 2% dal 2012, crescono le disuguaglianze

Negli ultimi tredici anni la ricchezza complessiva delle famiglie italiane è cresciuta meno rispetto alle principali economie europee e, al netto dell’inflazione, ha registrato una contrazione reale. 

È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Fiba di First Cisl, basata su dati della Banca centrale europea, che fotografa un Paese sempre più distante da Francia e Germania e caratterizzato da disuguaglianze in aumento.

Dal dicembre 2012 al giugno 2025 la ricchezza delle famiglie italiane è aumentata del 20,6%, a fronte del 45,1% registrato in Francia e del 108,2% in Germania, mentre la media dell’area euro si è attestata al 66,2%.

Considerando che nello stesso periodo l’indice di rivalutazione monetaria è stato pari a 1,22, per le famiglie italiane si traduce in una perdita di circa il 2% in termini reali.

Nel 2025 la ricchezza netta complessiva delle famiglie italiane ammonta a 10.991,5 miliardi di euro, pari al 16,6% del totale dell’area euro, in calo rispetto al 22,9% del 2012. 

L’indebitamento delle famiglie italiane rappresenta circa il 10,1% di quello dell’area euro ed è cresciuto del 13,3% nel periodo considerato, un incremento inferiore a quello registrato in Germania e Francia.

Il confronto internazionale mostra un’inversione anche nella ricchezza media per famiglia. 

Se nel 2012 le famiglie italiane risultavano più ricche di quelle francesi e tedesche, a metà 2025 la situazione si ribalta: 438,7 mila euro per l’Italia, contro i 442,2 mila euro della Francia e i 461,6 mila euro della Germania.

L’analisi evidenzia inoltre una crescente polarizzazione sociale. Il 50% meno abbiente della popolazione possiede appena il 7,4% della ricchezza complessiva, il 60% si ferma al 12%, mentre il 10% più ricco controlla il 59,9% del totale. 

Ancora più marcato il dato relativo al 5% più ricco, che detiene il 49,4% della ricchezza nazionale, il livello più elevato tra i grandi Paesi europei.

Anche il risparmio conferma il cambio di scenario. 

A giugno 2025 il tasso di risparmio lordo delle famiglie italiane si attesta al 12,3%, al di sotto della media dell’area euro (15,4%) e nettamente inferiore rispetto a Germania (19,2%) e Francia (18,7%), smentendo il tradizionale ruolo dell’Italia come Paese di risparmiatori.

«I dati mostrano con chiarezza che l’Italia è un Paese in cui le disuguaglianze diventano sempre più ampie e il divario con le altre grandi economie europee si fa preoccupante», commenta il segretario generale di First Cisl, Riccardo Colombani. 

«Servono politiche innovative per coniugare competitività e crescita della ricchezza delle famiglie, puntando sulla riduzione delle diseguaglianze, sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese e su investimenti capaci di affrontare le trasformazioni in atto, canalizzando il risparmio verso l’economia reale».

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