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sabato 17 ottobre 2026

Pesaro, una targa per il II Corpo d’Armata polacco: il ricordo dei soldati che liberarono la città nel 1944

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Pesaro, una targa per il II Corpo d’Armata polacco: il ricordo dei soldati che liberarono la città nel 1944

Una nuova testimonianza per custodire la memoria della Liberazione di Pesaro e del contributo di chi arrivò da lontano per combattere contro il nazifascismo. È stata scoperta sulla facciata di Palazzo Mazzolari Mosca, in via Rossini, la targa commemorativa dedicata al II Corpo d’Armata polacco, che partecipò alla Liberazione della città il 2 settembre 1944.

Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco Andrea Biancani, il presidente del Consiglio comunale Enzo Belloni, l’assessora alle Politiche educative e giovanili Camilla Murgia, il consigliere dell’Ufficio Economico dell’Ambasciata di Polonia a Roma Piotr Pniejnia-Olszynski e Anna Maria Anders, figlia del generale Władysław Anders e già ambasciatrice della Repubblica di Polonia in Italia. Presenti anche Robert Lyscarz e Maurizio Nowak, dell’Associazione Famiglie Combattenti Polacchi in Italia, insieme alle autorità del territorio e a numerose cittadine e cittadini.

Una targa per ricordare la storia della Liberazione

La scelta di collocare la targa in via Rossini nasce dalla volontà di rendere la memoria accessibile a tutti, anche al di fuori delle ricorrenze ufficiali. Come ha spiegato il sindaco Biancani, il monumento si trova in un punto frequentato della città, dove la storia possa essere incontrata anche durante una passeggiata.

«Abbiamo voluto collocarla sulla facciata di Palazzo Mazzolari Mosca perché sia visibile a tutti e perché questa storia continui a far parte della vita della nostra città», ha dichiarato il primo cittadino.

A pochi metri sono già presenti due targhe dedicate all’impegno dei partigiani e della Brigata Maiella. La nuova installazione aggiunge una terza testimonianza, per ricordare le diverse forze che contribuirono alla Liberazione di Pesaro.

«La nostra città non fu liberata da una sola forza, ma dal contributo di persone che, pur con storie e provenienze diverse, avevano un obiettivo comune», ha sottolineato Biancani.

La storia dei soldati polacchi e il sacrificio per la libertà

Nel suo intervento, il sindaco ha ripercorso le vicende dei militari polacchi, molti dei quali furono deportati e imprigionati in Unione Sovietica dopo l’invasione della Polonia del 1939 da parte della Germania nazista e dell’Unione Sovietica. Una volta liberati, scelsero di continuare a combattere e raggiunsero l’Italia per partecipare alla campagna contro le forze tedesche.

Nell’estate del 1944, il II Corpo d’Armata polacco contribuì alla Liberazione di Pesaro insieme agli Alleati e ai partigiani della Brigata Maiella.

La vicenda dei militari polacchi porta con sé anche un’altra pagina dolorosa della storia europea: per molti di loro, la vittoria sul nazismo non significò il ritorno in una Polonia pienamente libera, rimasta sotto l’influenza dell’Unione Sovietica.

«Per loro, la vittoria sul nazismo non significò anche la riconquista della libertà per il proprio Paese», ha ricordato Biancani, evidenziando il valore del sacrificio di chi combatté per liberare l’Italia senza poter ritrovare, al termine della guerra, la libertà nella propria terra.

Il legame tra Pesaro e la Polonia

La cerimonia ha rinnovato il rapporto tra la città e la comunità polacca, anche grazie alla presenza di Anna Maria Anders, già ospite a Pesaro il 2 settembre 2024, in occasione dell’80° anniversario della Liberazione. In quella circostanza aveva ricordato il legame del padre con Pesaro e le Marche, luoghi associati alla vittoria.

Anders ha ringraziato la città per l’accoglienza e per l’iniziativa, definendo la giornata eccezionale e sottolineando il legame con l’Associazione Famiglie Combattenti Polacchi in Italia.

Anche Robert Lyscarz, in rappresentanza dell’associazione, ha evidenziato il valore della targa per i discendenti dei soldati polacchi, sottolineando come possa contribuire a far conoscere meglio la storia della città e il ruolo dei militari arrivati dalla Polonia.

Nel suo intervento, Piotr Pniejnia-Olszynski ha rivolto un messaggio soprattutto alle nuove generazioni, auspicando che la targa possa parlare ai giovani di Pesaro dei soldati che attraversarono il mondo per combattere al fianco degli italiani. Un invito a ricordare che «la libertà ha un prezzo, e che il modo migliore per onorarlo è non sprecarla».

Memoria e nuove generazioni

Il presidente del Consiglio comunale Enzo Belloni ha ricordato il valore della targa come segno concreto della riconoscenza di Pesaro verso i soldati polacchi, segnati da vicende personali spesso drammatiche e impegnati anche sul territorio cittadino per conquistare la libertà.

L’assessora Camilla Murgia ha invece ricondotto l’iniziativa al percorso di memoria avviato dall’Amministrazione comunale in occasione dell’80° anniversario della Liberazione, nel settembre 2024. In quell’occasione, la presenza di Anna Maria Anders aveva rappresentato l’opportunità di assumere l’impegno di affiancare alle targhe già esistenti una testimonianza dedicata al contributo polacco.

L’obiettivo, ha sottolineato Murgia, è fare in modo che questa storia sia conosciuta da tutti, soprattutto dai giovani, e che il ricordo della Liberazione continui a trasmettere i valori della libertà, della democrazia e del rispetto tra i popoli.

Biancani ha infine richiamato l’attualità di questo messaggio in un contesto internazionale ancora segnato da guerre, invasioni e violenze. Fare memoria, ha spiegato, non significa soltanto guardare al passato, ma raccoglierne l’eredità e riconoscere il valore della libertà, senza considerarla un bene scontato.

Alla Biblioteca San Giovanni la presentazione di un volume storico

Il programma è proseguito nel pomeriggio alla Biblioteca San Giovanni, con la presentazione del volume Da Varsavia a Bologna. Il II Corpo d’Armata polacco in Italia (1943-1946), scritto da Enzo Casadio.

L’incontro, introdotto dall’assessora Camilla Murgia, ha visto la partecipazione dell’autore e di Robert Lyscarz e Maurizio Nowak, dell’Associazione Famiglie Combattenti Polacchi in Italia. Un ulteriore momento di approfondimento per ricostruire la storia dei militari polacchi e il loro contributo alla Liberazione italiana.

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