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giovedì 10 settembre 2026

Pesaro, quattro candidature per il Garante dei detenuti: «Operativo entro l’autunno»

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Pesaro, quattro candidature per il Garante dei detenuti: «Operativo entro l’autunno»

Sono quattro le candidature arrivate al Comune di Pesaro per ricoprire il ruolo di Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. 

Due donne e due uomini hanno risposto all’avviso pubblicato dall’Amministrazione comunale. 

Ora prenderà il via la fase di verifica dei requisiti, alla quale seguirà l’esame delle candidature da parte della commissione consiliare competente e, infine, la scelta del candidato da parte del Consiglio comunale.

«È un altro passo concreto verso l’istituzione di una figura nella quale crediamo molto», sottolinea l’assessore alle Politiche sociali Luca Pandolfi, anche presidente del Comitato dei sindaci dell’Ats1. 

Dopo le verifiche previste dal Regolamento, la documentazione sarà trasmessa alla IV Commissione, che potrà approfondire candidature e curriculum. 

Il percorso si concluderà con la votazione in Consiglio comunale. Il Garante resterà in carica per tre anni e l’obiettivo dell’Amministrazione è renderlo operativo entro l’autunno.

Per Pandolfi, l’istituzione del Garante rappresenta uno strumento per rafforzare la tutela dei diritti delle persone detenute e mantenere alta l’attenzione sui percorsi di recupero e reinserimento sociale. 

«Dotare Pesaro di un Garante significa rafforzare la tutela dei diritti delle persone private della libertà e, allo stesso tempo, mantenere alta l’attenzione sui percorsi che possono accompagnare le persone detenute verso il recupero e il reinserimento nella società», evidenzia l’assessore.

Il tema del reinserimento sociale e lavorativo si intreccia però con la questione delle risorse destinate agli interventi previsti dalla Legge regionale 28/2008, che sostiene progetti rivolti alle persone adulte e minorenni sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria e agli ex detenuti.

Per l’annualità 2026/2027, Pandolfi segnala che l’Ats1 è ancora in attesa del provvedimento regionale per l’assegnazione delle risorse. 

Secondo quanto riferito dall’assessore, rispetto all’annualità precedente è stata comunicata una disponibilità complessiva regionale sensibilmente inferiore: dai 500mila euro stanziati a livello regionale per il 2025/2026 si passerebbe a 323.935,74 euro per il 2026/2027.

Nell’annualità precedente, all’Ats1 erano stati assegnati 137.347,32 euro

Pandolfi sottolinea inoltre che la somma relativa al nuovo periodo è ancora in attesa del decreto regionale di assegnazione e parla di un ritardo di circa nove mesi rispetto ai tempi di prassi.

Le risorse della L.R. 28/2008 finanziano interventi finalizzati al reinserimento sociale e lavorativo, all’inclusione abitativa e all’accompagnamento delle persone sottoposte a misure penali, oltre ad attività specifiche rivolte ai minorenni. 

I progetti vengono realizzati dagli Ambiti territoriali sociali in collaborazione con gli organismi della giustizia e con le realtà del Terzo settore.

«Parliamo di progetti concreti», spiega Pandolfi, ricordando le attività realizzate negli anni: percorsi di lavoro e accompagnamento, sostegno all’inclusione abitativa, attività teatrali e musicali, interventi educativi e di mediazione

Secondo l’assessore, sono coinvolte più di dieci realtà del Terzo settore, impegnate nei percorsi rivolti alle persone detenute e a chi affronta l’esecuzione penale esterna.

La preoccupazione dell’Ats1, sottolinea Pandolfi, non riguarda soltanto l’entità delle risorse disponibili, ma soprattutto la continuità dei percorsi di reinserimento

«Se vogliamo parlare seriamente di sicurezza, recupero e riduzione della recidiva, dobbiamo mettere nelle condizioni chi lavora sul campo di costruire percorsi prima e dopo l’uscita dal carcere», afferma.

Il riferimento finale è all’articolo 27 della Costituzione, secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione del condannato. 

Da qui la richiesta alla Regione di sbloccare rapidamente le risorse e garantire continuità agli interventi, mentre il Comune di Pesaro prosegue il percorso per l’istituzione del Garante.

«Il lavoro sul carcere non può fermarsi: dietro ogni progetto ci sono persone, percorsi di recupero e la possibilità concreta di costruire un futuro diverso», conclude Pandolfi.

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