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sabato 03 gennaio 2026

Pesaro e Urbino, meno imprese ma più occupazione: i dati CNA sul 2025

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Pesaro e Urbino, meno imprese ma più occupazione: i dati CNA sul 2025

Calano le imprese, ma aumentano gli addetti. 

È il quadro che emerge dai dati sull’economia della provincia di Pesaro e Urbino relativi al 2025, presentati nel corso della conferenza stampa di inizio anno della CNA provinciale, svoltasi nella Sala del Consiglio comunale di Pesaro. All’incontro hanno partecipato il presidente CNA Pesaro e Urbino Michele Matteucci, il segretario provinciale Antonio Bianchini, il segretario CNA Marche Moreno Bordoni e, per il Comune di Pesaro, l’assessore Riccardo Pozzi.

Secondo l’analisi del Centro Studi CNA Marche, nel 2025 il numero degli addetti nei principali macrosettori economici della provincia (primario, industria, costruzioni e terziario) è cresciuto dello 0,5%, mentre a livello regionale si registra una sostanziale stabilità. 

Il dato si accompagna a una riduzione strutturale del numero complessivo delle imprese, fenomeno che dura da anni, anche se nei primi dieci mesi del 2025 si rileva una lieve crescita dello 0,4%.

Per la CNA, il dato evidenzia un cambiamento profondo del tessuto produttivo: diminuiscono le imprese attive, ma quelle che restano tendono a strutturarsi, investire, rafforzare la propria presenza sui mercati e aumentare l’occupazione. Un’evoluzione che richiede visione strategica, capacità di adattamento, innovazione e sviluppo delle competenze.

Nel settore delle costruzioni, nonostante la fine del Superbonus, tra aprile e ottobre 2025 le imprese attive sono cresciute dello 0,5%, un dato che tuttavia non compensa il calo registrato nel confronto annuo: tra ottobre 2024 e ottobre 2025 il settore segna infatti una flessione del 3,4%.

Il terziario mostra invece segnali di crescita (+1%), con aumenti diffusi nei servizi, ad eccezione del commercio (-0,4%), dei trasporti (-0,8%) e dei servizi di alloggio e ristorazione (-0,7%). 

Crescono in modo significativo le attività editoriali e di produzione di contenuti (+2,0%), le attività finanziarie e assicurative (+2,7%), quelle immobiliari (+1,5%), le attività professionali, tecniche e scientifiche (+1,6%), l’istruzione e formazione (+5,9%) e le attività sportive e di intrattenimento (+0,8%).

Nel confronto con il resto delle Marche, la provincia di Pesaro e Urbino mostra una maggiore tenuta: nei primi dieci mesi del 2025 le imprese attive calano dello 0,1%, contro lo 0,3% regionale. 

La provincia perde meno imprese nel primario e nell’industria, mentre la flessione è più marcata nelle costruzioni. Più sostenuta, invece, la crescita nel terziario rispetto alla media regionale.

Sul fronte dell’export, nei primi tre trimestri del 2025 le esportazioni provinciali diminuiscono dell’1,0% rispetto allo stesso periodo del 2024, un dato migliore rispetto al -3,9% registrato nelle Marche. Il calo dei beni strumentali, dei mobili, degli elettrodomestici e soprattutto del tessile-abbigliamento (-25,4%) è in parte compensato dalla crescita dei prodotti in metallo (+5,1%), dei mezzi di trasporto (+9,9%) e in particolare del settore nautico, con un +25% per navi e imbarcazioni.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, il 58% delle assunzioni previste riguarda il settore dei servizi e il 68% le imprese con meno di 50 dipendenti. 

In 58 casi su 100 le imprese prevedono difficoltà nel reperire i profili richiesti, una percentuale superiore alla media regionale. 

Le assunzioni saranno prevalentemente a tempo determinato (71%), mentre il 28% interesserà giovani under 30. 

Il 16% delle nuove assunzioni riguarderà lavoratori immigrati e solo il 10% personale in possesso di laurea.

Infine, dal punto di vista demografico, la provincia di Pesaro e Urbino registra tra il 2010 e il 2024 un calo della popolazione del 4,68%, inferiore alla media regionale. L’età media sale a 47,3 anni e la popolazione straniera residente rappresenta l’8,2% del totale, con comunità prevalentemente romena, albanese e marocchina.

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