Attualità
martedì 13 ottobre 2026
Pesaro e Urbino, imprenditori stranieri in calo dell’11,8%: cresce il peso dei lavoratori immigrati
newsIl mercato del lavoro nella provincia di Pesaro e Urbino evidenzia una presenza sempre più strutturale dei lavoratori stranieri dipendenti, fondamentali per il funzionamento del sistema produttivo locale.
Parallelamente, però, diminuisce il numero di cittadini stranieri che ricoprono cariche aziendali o scelgono di avviare un’attività imprenditoriale.
È quanto emerge dai dati elaborati dal Centro studi CNA Marche, sulla base delle informazioni della Camera di Commercio delle Marche e di Unioncamere.
Tra giugno 2021 e giugno 2026, le persone straniere con cariche aziendali nella provincia, tra titolari, soci e amministratori, sono passate da 4.962 a 4.378, con una riduzione di 584 unità, pari all’11,8%.
Il dato segue l’andamento negativo regionale, che registra una flessione del 10,7%, ma si discosta dalla tendenza nazionale, dove l’imprenditoria straniera cresce del 7%.
La contrazione riguarda anche gli imprenditori italiani.
Nello stesso periodo, le persone di nazionalità italiana con cariche aziendali in provincia sono diminuite del 10,7%, passando da 47.097 a 42.076.
Nel complesso, il numero delle persone con cariche aziendali nel territorio ha registrato una flessione del 10,8%.
Marche, oltre 59mila lavoratori stranieri dipendenti
Se l’imprenditoria straniera mostra segnali di contrazione, il lavoro dipendente rappresenta una componente sempre più rilevante dell’economia marchigiana.
Secondo i dati diffusi da CNA, nelle Marche gli occupati stranieri sono 59.248, pari al 13,3% della forza lavoro dipendente regionale.
La presenza di personale straniero è significativa anche nelle imprese: il 35% delle aziende marchigiane impiega lavoratori immigrati.
La domanda resta consistente anche nelle previsioni di assunzione, con il 23,6% degli ingressi programmati dalle imprese, pari a oltre 32.000 persone, riferito a lavoratori stranieri.
Il settore dei servizi concentra la quota maggiore di occupazione straniera.
In particolare, il lavoro domestico, che comprende colf e badanti, assorbe oltre il 60% dell’occupazione straniera secondo i dati riportati da CNA. Seguono il commercio e l’edilizia.
Tra le comunità maggiormente rappresentate nelle Marche figurano quella albanese, che costituisce il 13,6% del totale indicato, quella rumena, con il 10,4%, e quella cinese, con il 9,2%.
Disoccupazione e divario salariale: le criticità dell’integrazione lavorativa
Accanto al ruolo fondamentale dei lavoratori stranieri nel sistema produttivo regionale, i dati evidenziano alcune criticità sul piano occupazionale ed economico.
Il tasso di disoccupazione degli immigrati è pari al 24%, mentre persiste una differenza significativa nei redditi medi annui.
Secondo le cifre riportate da CNA, il reddito medio annuo dei lavoratori immigrati si attesta a 16.550 euro, contro i 24.670 euro dei residenti italiani.
Un divario che richiama l’attenzione sulle condizioni occupazionali e sulle opportunità di crescita professionale e reddituale.
Il quadro delineato evidenzia quindi una duplice dinamica: da un lato, le imprese dipendono sempre più dal contributo della manodopera straniera; dall’altro, diminuisce la presenza di cittadini stranieri nelle cariche aziendali, in un contesto che interessa anche l’imprenditoria italiana.
CNA Pesaro e Urbino: «Servono strumenti per sostenere chi vuole fare impresa»
A commentare i dati è Michele Matteucci, presidente di CNA Pesaro e Urbino, che richiama l’attenzione sulle difficoltà incontrate dagli imprenditori stranieri e sulla necessità di rafforzare gli strumenti di integrazione economica.
«I dati evidenziano con chiarezza una duplice realtà: se da un lato la forza lavoro straniera è ormai una risorsa strutturale e indispensabile per le nostre imprese, dall’altro il calo dell’11,8% degli imprenditori stranieri riflette le crescenti difficoltà di fare impresa, tra burocrazia e ostacoli nel credito», afferma Matteucci.
Per il presidente di CNA Pesaro e Urbino, il contrasto tra il peso crescente del lavoro dipendente straniero e la diminuzione delle persone straniere con ruoli imprenditoriali rende necessario un intervento che vada oltre il semplice reperimento di manodopera.
«L’alto tasso di disoccupazione e la contrazione dell’imprenditoria diffusa dimostrano che l’integrazione economica richiede strumenti più efficaci: non basta reperire manodopera, servono formazione qualificante e sostegno a chi vuole fare impresa. Come CNA continueremo ad affiancare le aziende per qualificare il lavoro e sostenere lo sviluppo della comunità locale», conclude.
I dati tracciano così un quadro articolato del mercato del lavoro marchigiano: i lavoratori stranieri sono una componente essenziale dell’occupazione, ma la loro presenza nell’imprenditoria locale è in diminuzione.
Per CNA, formazione, accesso al credito e semplificazione burocratica rappresentano ambiti su cui intervenire per favorire una partecipazione più ampia allo sviluppo economico del territorio.