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mercoledì 14 ottobre 2026

Pesaro celebra i 50 anni del CEIS: il ricordo di don Gaudiano e l’impegno per gli ultimi

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Pesaro celebra i 50 anni del CEIS: il ricordo di don Gaudiano e l’impegno per gli ultimi

Pesaro celebra cinquant’anni di solidarietà e impegno accanto alle persone più fragili, rinnovando l’eredità umana e sociale di don Gianfranco Gaudiano. Al Teatro Sperimentale, il sindaco Andrea Biancani è intervenuto in occasione della Giornata della Solidarietà, dedicata alla memoria di don Gaudiano, scomparso 33 anni fa, e ai 50 anni di attività del CEIS di Pesaro (Centro Italiano di Solidarietà).

«Pesaro è una città dal cuore grande, perché tante persone scelgono ogni giorno di metterlo a disposizione degli altri. Il nostro compito è custodire questo patrimonio e farlo crescere, affinché nessuno venga lasciato solo», ha dichiarato Biancani, sottolineando il valore di una comunità che si riconosce nella vicinanza a chi attraversa situazioni di difficoltà.

Nel corso del suo intervento, il sindaco ha ringraziato la Fondazione Don Gaudiano, il CEIS e tutte le persone che hanno contribuito all’organizzazione dell’iniziativa. Un saluto particolare è stato rivolto a don Luigi Ciotti, ospite dell’incontro, e al professor Ivano Dionigi, insieme agli operatori, ai volontari, alle associazioni e ai cittadini presenti.

Al centro della giornata, la testimonianza lasciata da don Gianfranco Gaudiano, ricordato da Biancani come una figura capace di trasformare la solidarietà in una presenza concreta nella vita delle persone. «Don Gaudiano non si limitava a parlare degli ultimi: stava loro accanto, cercava di conoscerli, ascoltarli e aiutarli, senza giudicarli per il loro passato o per le difficoltà che stavano vivendo», ha affermato il sindaco.

Un insegnamento che, secondo Biancani, conserva tutta la sua attualità: dietro ogni fragilità c’è una persona con una storia, sentimenti e una dignità da rispettare. Un principio che continua a orientare il lavoro delle realtà impegnate nell’accoglienza e nel sostegno sociale.

In questo percorso si inserisce l’attività del CEIS di Pesaro, che da mezzo secolo accompagna le persone in difficoltà attraverso l’ascolto, l’accoglienza e il sostegno. Per il sindaco, il Centro rappresenta uno degli esempi più significativi della rete solidale cittadina, costruita grazie alla collaborazione tra associazioni, fondazioni, cooperative sociali, organizzazioni di volontariato e professionisti del settore.

«A tutti loro va il mio ringraziamento personale e quello dell’intera città», ha sottolineato Biancani, riconoscendo il contributo di chi dedica tempo ed energie agli altri, spesso lontano dai riflettori e senza cercare riconoscimenti pubblici.

La ricorrenza ha previsto anche un momento di riconoscimento per don Franco Tamburini, che dopo la scomparsa di don Gianfranco Gaudiano, nel 1993, ne ha raccolto il testimone alla guida del CEIS. La consegna di una targa da parte del Centro è stata pensata come segno di gratitudine per la continuità di un impegno che, da cinquant’anni, mantiene al centro la dignità delle persone e la vicinanza a chi vive condizioni di fragilità.

Un altro passaggio significativo dell’incontro è stato dedicato a don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e figura di riferimento dell’associazione Libera, impegnata nella lotta alle mafie e nella promozione della legalità. Biancani ha definito la sua presenza un’occasione importante per la comunità pesarese, ringraziandolo per una testimonianza che richiama la responsabilità di non voltarsi dall’altra parte e di contribuire concretamente alla costruzione di una società più giusta.

Il messaggio della Giornata della Solidarietà si è rivolto anche alle nuove generazioni, che saranno coinvolte nelle iniziative dedicate al mondo della scuola previste per il giorno successivo. «Anche se non sono responsabili dei tanti problemi del mondo di oggi, possono essere parte attiva delle soluzioni», ha detto il sindaco, invitando i ragazzi a partecipare, impegnarsi nelle realtà associative e sperimentare il volontariato.

L’invito è a non considerare inutile il proprio contributo di fronte alla complessità dei problemi, ma a riconoscere il valore dei gesti concreti e della partecipazione. Perché il cambiamento, ha ricordato Biancani, richiede persone disposte a fare la propria parte.

In conclusione, il sindaco ha richiamato il significato più profondo della ricorrenza: ricordare don Gaudiano significa continuare a stare accanto agli ultimi, rispettare ogni persona e credere nella possibilità di ricominciare. Celebrare i cinquant’anni del CEIS significa invece proseguire insieme un percorso di solidarietà e responsabilità collettiva.

Un messaggio che guarda al futuro di Pesaro e al ruolo della sua comunità: una città è davvero tale quando si prende cura di tutti, soprattutto di chi ha più bisogno.

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