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giovedì 28 maggio 2026

Non autosufficienza nelle Marche, dalla Regione 5,5 milioni per assistenza domiciliare e assegni di cura

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Non autosufficienza nelle Marche, dalla Regione 5,5 milioni per assistenza domiciliare e assegni di cura

La Regione Marche stanzia 5,5 milioni di euro per garantire continuità agli interventi dedicati alle persone non autosufficienti, rafforzando il sostegno alle famiglie e assicurando stabilità ai servizi territoriali in attesa del completamento della programmazione nazionale. La Giunta regionale ha approvato lo schema relativo al Fondo regionale per la non autosufficienza (FRNA), ora al vaglio del Consiglio delle Autonomie Locali, che definisce criteri di riparto e modalità operative per gli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) incaricati della gestione degli interventi sul territorio.

A illustrare il provvedimento è stato l’assessore regionale alle Politiche sociali Paolo Calcinaro, che ha sottolineato l’obiettivo di garantire continuità ai servizi e risposte immediate alle persone più fragili e alle loro famiglie. Particolare attenzione viene rivolta all’assistenza domiciliare, considerata uno strumento centrale per migliorare la qualità della vita delle persone non autosufficienti e consentire loro di rimanere nel proprio contesto familiare.

Le risorse saranno suddivise in due linee principali. Tre milioni di euro saranno destinati ai contributi per le persone con disabilità gravissima, mentre 2,55 milioni di euro finanzieranno gli assegni di cura e i servizi di assistenza domiciliare rivolti agli anziani non autosufficienti.

Per le persone con disabilità gravissima è previsto un contributo una tantum. L’importo pieno sarà riconosciuto a chi vive stabilmente al proprio domicilio, mentre sono previste riduzioni per chi frequenta percorsi educativi, riabilitativi o centri diurni. La Regione trasferirà le risorse agli Ambiti Territoriali Sociali anche in anticipo, così da permettere l’avvio immediato degli interventi e garantire continuità alle famiglie coinvolte.

Per quanto riguarda gli anziani non autosufficienti, l’assegno di cura prevede un contributo economico pari a 200 euro mensili per dodici mesi, destinato alle famiglie che assicurano assistenza domiciliare. L’accesso avverrà tramite avvisi pubblici predisposti dagli ATS, con graduatorie elaborate sulla base dell’ISEE e della valutazione del bisogno assistenziale.

Accanto al sostegno economico, il provvedimento rafforza anche il Servizio di assistenza domiciliare (SAD), che sarà attivato attraverso la presa in carico sociale e sociosanitaria e la definizione di un Piano assistenziale individualizzato (PAI). L’obiettivo è mantenere le persone fragili nel proprio ambiente di vita, evitando ricoveri impropri e consolidando la rete dei servizi territoriali.

I criteri di riparto tra gli Ambiti Territoriali Sociali restano in continuità con gli anni precedenti e tengono conto di diversi parametri demografici e territoriali, tra cui il numero di over 65 e over 85, l’indice di vecchiaia e l’estensione territoriale. Tra le novità introdotte figura inoltre il vincolo di destinazione delle risorse per gli anziani: il 44% dei fondi dovrà essere utilizzato per gli assegni di cura e il 56% per il servizio di assistenza domiciliare, con l’obiettivo di rafforzare la presa in carico domiciliare delle persone non autosufficienti.

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