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sabato 18 aprile 2026

Medici di base, l’allarme del Comune di Pesaro: “Servono più presidi nelle aree periferiche”

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Medici di base, l’allarme del Comune di Pesaro: “Servono più presidi nelle aree periferiche”

Il medico di medicina generale resta un presidio sanitario e sociale fondamentale, soprattutto nei quartieri periferici. 

A ribadirlo è l’assessore alla Salute del Comune di Pesaro, Luca Pandolfi, intervenuto sul tema della carenza e della distribuzione non uniforme dei medici di base nel territorio provinciale, una criticità che negli ultimi anni ha portato anche alla chiusura di sedi periferiche, come quella di Borgo Santa Maria – Case Bruciate.

La questione, già emersa anche in sede di Conferenza dei sindaci, è stata più volte segnalata alla Regione Marche e all’Azienda sanitaria territoriale (Ast), competenti in materia. 

«Si tratta di una problematica grave e sentita – sottolinea Pandolfi – confermata dalle continue segnalazioni dei quartieri, tra cui il Q8 rappresentato dal presidente Fabio Zaffini».

Alla base delle difficoltà, secondo l’Amministrazione, vi è una riduzione progressiva del numero dei medici di medicina generale, accompagnata da una distribuzione poco equilibrata sul territorio. 

Un quadro aggravato anche dai tempi della riforma sanitaria regionale, avviata nel 2022 e concretizzata solo con la Dgr 403 del 2025, giudicata tardiva e non sufficientemente condivisa con i territori.

Il Comune ha quindi attivato un confronto istituzionale su più livelli, entrando nell’organismo di rappresentanza della Conferenza dei sindaci e richiedendo un incontro con l’Ast, ancora in attesa di riscontro. 

L’obiettivo è affrontare direttamente il tema della copertura del servizio, partendo dalle esigenze reali delle comunità locali.

Tra i nodi principali, i criteri di assegnazione dei medici. 

«Le zone carenti vengono individuate attraverso algoritmi – evidenzia Pandolfi – ma questo approccio non tiene conto delle caratteristiche del territorio, come la presenza di una popolazione anziana e fragile o le difficoltà legate all’estensione geografica». 

Un sistema che rischia di concentrare i medici nelle aree già servite, aumentando le disuguaglianze.

Da qui la richiesta di una riflessione strutturata sulla programmazione sanitaria territoriale, che coinvolga direttamente gli amministratori locali. «Le scelte che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini devono essere condivise – aggiunge – per garantire un servizio equo e realmente accessibile».

L’obiettivo finale resta quello di assicurare a tutti i cittadini lo stesso diritto all’assistenza sanitaria di base, indipendentemente dalla zona di residenza. Un tema che il Comune di Pesaro intende continuare a portare all’attenzione delle istituzioni competenti.

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