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venerdì 06 novembre 2026
Marche, oltre 3.200 allevamenti di cavalli: Coldiretti chiede di riconoscere la custodia come attività agricola
newsNelle Marche sono attivi circa 3.200 allevamenti di cavalli, con oltre 8mila esemplari.
Più del 60% si trova in strutture ippiche sportive o dedicate al turismo, alle passeggiate e al tempo libero.
Un comparto che, oltre alle attività ricreative, comprende un importante lavoro quotidiano di cura e custodia degli animali.
Per questo Coldiretti propone di riconoscere come attività agricola connessa anche il ricovero, il mantenimento e l'assistenza dei cavalli, compresi quelli di proprietà di terzi e non più impiegati in attività sportive o lavorative.
La richiesta è stata presentata a Fieracavalli, a Verona, durante un convegno promosso da Donne Coldiretti e moderato da Francesca Gironi, presidente regionale dell'organizzazione e titolare di un'azienda agricola di Jesi specializzata nel settore equino.
All'incontro era presente anche il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, che ha assunto l'impegno formale a sostenere l'emendamento proposto.
L'obiettivo è qualificare come attività agricola connessa il ricovero, la custodia e il mantenimento di cavalli ed equini, anche di proprietà di terzi e dietro corrispettivo, quando queste prestazioni sono svolte da un imprenditore agricolo.
Il riconoscimento riguarderebbe anche gli animali che hanno concluso la propria carriera sportiva o lavorativa e necessitano comunque di assistenza per molti anni.
Secondo Coldiretti, le aziende agricole dispongono di terreni, strutture e competenze per rispondere a questa esigenza.
Per sviluppare il settore, tuttavia, è necessario superare le attuali incertezze normative e fiscali, garantendo alle imprese regole chiare e condizioni adeguate. In questo modo sarebbe possibile valorizzare il ruolo dell'agricoltura nella tutela degli animali, assicurando loro alimentazione, ricovero, cure e assistenza quotidiana.
«Esprimo grandissima soddisfazione perché il ministro Lollobrigida ha preso l'impegno formale di sostenere questo emendamento», ha dichiarato Francesca Gironi.
«Crediamo nel grande potenziale che questa misura potrebbe esprimere nelle nostre aziende. In questa prospettiva il cavallo può trovare una nuova e importante collocazione nella filiera agricola, mettendo in relazione allevamento, attività produttive, servizi e territorio».
Il comparto equino marchigiano presenta numeri significativi soprattutto nella provincia di Pesaro e Urbino, che conta circa 2.900 cavalli allevati e rappresenta il territorio regionale con il maggior numero di esemplari.
Qui si trova anche il Cavallo del Catria, unica razza equina autoctona delle Marche: circa 1.500 esemplari vivono liberi nei pascoli d'altura tra il monte Catria e il monte Nerone.
La razza è stata protagonista anche a Fieracavalli, dove l'Associazione Allevatori ha portato alcuni esemplari come ambasciatori di una tradizione legata all'allevamento e al territorio.
Dopo Pesaro e Urbino, per numero di cavalli seguono Macerata con 2.513 esemplari, Ancona con 1.103, Fermo con 983 e Ascoli con 756.
Il patrimonio regionale raggiunge complessivamente 10.290 animali considerando anche asini, muli e bardotti.
La proposta di Coldiretti guarda inoltre alle nuove opportunità offerte dal settore, sempre più coinvolto nei servizi turistici e sociali. Le aziende agricole possono infatti ospitare progetti educativi, attività di integrazione e iniziative per il benessere, tra cui l'ippoterapia e le esperienze a contatto con gli animali.
Un contributo alla costruzione di un modello di welfare rurale che può assumere un valore particolare nelle aree interne, dove l'accesso ai servizi alla persona è spesso più difficile.