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giovedì 22 gennaio 2026

Lupo, cambia la gestione: la Regione Marche avvia il piano dopo il declassamento europeo

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Lupo, cambia la gestione: la Regione Marche avvia il piano dopo il declassamento europeo

Il declassamento del lupo segna un passaggio rilevante nella gestione della fauna selvatica e apre una nuova fase più aderente alle esigenze dei territori. 

A sottolinearlo è l’assessore regionale alla Caccia Giacomo Bugaro, commentando il decreto dello Stato italiano, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che recepisce la decisione del Parlamento Europeo di riclassificare lo status della specie.

Il nuovo quadro normativo fa rientrare il lupo nell’ambito dell’articolo 19 della legge 157/1992, attribuendo alle Regioni la competenza per la predisposizione e l’attuazione di piani di gestione e controllo

«Cambia l’impostazione della gestione – spiega Bugaro – con un approccio completamente diverso rispetto al passato, fondato sull’equilibrio tra tutela ambientale e sicurezza delle comunità».

Con un decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è stato definito anche il contingente massimo di prelievi per il 2026: 160 lupi a livello nazionale, di cui 8 nelle Marche

La Regione, sottolinea l’assessore, lavora sul tema da tempo: già il 18 novembre è stato trasmesso ai sindaci marchigiani il protocollo ISPRA, chiedendo ai prefetti l’attivazione di tavoli di confronto con gli amministratori locali.

Un percorso che ha trovato un primo snodo operativo nella riunione promossa dal Prefetto di Ancona, con la partecipazione di Carabinieri Forestali, ISPRA, amministratori locali e portatori di interesse

Tra le indicazioni emerse, la necessità per i sindaci di adottare ordinanze sul corretto trattamento dei rifiuti organici, regolamentare la somministrazione di cibo alle colonie feline e agli animali da compagnia ed evitare che i centri abitati diventino fonti di alimentazione per il lupo.

Centrale anche il tema delle presenze anomale: i sindaci dovranno segnalare i casi in cui il lupo si avvicina in modo “confidente” ai centri urbani. 

Situazioni che, secondo la Regione, vanno affrontate con supporto scientifico, senza allarmismi ma anche senza sottovalutazioni.

Alla luce del nuovo assetto normativo, la Regione Marche avvierà immediatamente la stesura di un Piano di gestione del lupo, partendo da un monitoraggio puntuale della presenza sul territorio e definendo, insieme a ISPRA e al Ministero dell’Ambiente, le modalità di intervento nei confronti dei cosiddetti lupi problematici.

Tra le novità annunciate anche l’aggiornamento della legge regionale n. 7/1995, che includerà tra i danni risarcibili anche quelli derivanti da incidenti stradali con il lupo, oggi esclusi. 

«Una lacuna che va colmata», osserva Bugaro.

«Il lupo è una specie di grande valore naturalistico – conclude l’assessore – ma la sua presenza deve essere compatibile con il territorio e circoscritta alle aree a vocazione naturale. I centri abitati non possono diventare il suo habitat. Oggi abbiamo finalmente gli strumenti normativi per governare il fenomeno in modo equilibrato e responsabile».

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