Attualità

giovedì 09 aprile 2020

L'Asur Area Vasta 1 interviene sull'ospedale di Pergola: "La struttura non può essere utilizzata per pazienti Covid 19 in quanto interessata da importanti lavori di adeguamento"

L'Asur Area Vasta 1 interviene sull'ospedale di Pergola: "La struttura non può essere utilizzata per pazienti Covid 19 in quanto interessata da importanti lavori di adeguamento"

di Asur Area Vasta 1

Nei giorni scorsi sono circolate sui social media e su emittenti televisive locali critiche e prese di posizione sul mancato utilizzo dell’Ospedale di Pergola in un momento di emergenza sanitaria in cui si rende necessario il più ampio ricorso a strutture atte ad accogliere pazienti affetti da Covid-19. Al fine di evitare il diffondersi di notizie imprecise o fuorvianti la Direzione di Area Vasta 1 ritiene doveroso fare chiarezza sui motivi che hanno determinato la scelta di non inserire l’ospedale di Pergola tra le strutture a supporto dell’esigenza sanitaria in corso. La struttura ospedaliera “San Donnino e San Carlo” è attualmente interessata da importanti lavori di adeguamento sismico e di ristrutturazione straordinaria per la riqualificazione energetica dell’edificio, che stanno comportando importanti interventi strutturali sia sulle fondazioni che sulle pareti esterne, compresa la sostituzione degli infissi. I lavori si sono resi necessari per salvaguardare l’incolumità dell’utenza ospedaliera; ciononostante, al fine di evitare l’interruzione del servizio sanitario la realizzazione delle opere edili è stata programmata a stralci, con interventi che, in questo periodo, stanno coinvolgendo due dei tre corpi della struttura ospedaliera, sebbene da alcuni giorni sospesi per le misure di contenimento dell'emergenza epidemiologica. Le attività sanitarie operanti nelle due ali del complesso ospedaliero, oggetto dei lavori, sono state trasferite nell’unico edificio rimasto usufruibile. La situazione dell’Ospedale di Pergola è in realtà più complessa di quanto sia stato rappresentato nei social: la parziale inagibilità che ha costretto alla concentrazione dei servizi sanitari in spazi più contenuti non ha consentito per il momento di inserire detta struttura tra quelle da dedicare all’accoglienza e cura dei malati di Covid-19. Il completamento dei lavori di adeguamento sismico e di ristrutturazione straordinaria è previsto per la fine del 2022 e fino a tale data non si potranno avere più di 50 posti letto, un numero, cioè, di molto ridimensionato rispetto a quello ventilato. 

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