Attualità

lunedì 17 maggio 2021

«Io non uso parole d'odio, e tu?», è il claim della rete di città RE.A.DY

«Io non uso parole d'odio, e tu?», è il claim della rete di città RE.A.DY

di Ufficio Stampa

“Io non uso parole di odio, e tu?” è il claim scelto per sostenere e diffondere il messaggio di libertà di espressione da parte di RE.A.DY, in occasione del 17 maggio, occasione in cui ricorre la diciassettesima Giornata Internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la transfobia e la bifobia. Quest’anno, inoltre, l'evento acquisisce un ulteriore significato per il nostro Paese, essendo approdato al Senato il Disegno di Legge “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”, intorno al quale si è creato un forte dibattito politico. A partire dal 2018 la RE.A.DY, che attualmente conta 210 partner,  organizza, in occasione del 17 maggio, una iniziativa congiunta fra i partner su un tema e uno strumento votato a maggioranza nell’Incontro Annuale della rete. Nell’Incontro Annuale 2020, la RE.A.DY ha scelto di realizzare per il 17 maggio 2021 una campagna di comunicazione per il contrasto all’utilizzo di parole d’odio indicato anche internazionalmente come “Hate Speech”. Secondo la quinta edizione della Mappa dell’intolleranza pubblicata da Vox – Osservatorio Italiano sui Diritti, che rileva ogni anno la diffusione del cosiddetto hate speech in rete, l’odio via social nell’anno della pandemia si è propagato su tutto il territorio.  Sebbene nel totale siano diminuiti,  i discorsi d’odio in rete non si concentrano più soltanto nei grandi centri urbani, ma sono diffusi in tutta la penisola.

“La campagna di comunicazione RE.A.DY - chiosa l’assessora Cucchiarini - assume oggi, più che mai, una rilevanza strategica e di prevenzione contro la discriminazione. In questo momento siamo un Paese nel quale quotidianamente avvengono casi di violenza unicamente causata dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere della vittima. Gli enti locali e tutto il mondo dell’associazionismo insieme devono intensificare gli sforzi affinché emerga una cultura sociale fondata sul rispetto e sulla valorizzazione delle differenze”. Cucchiarini si allaccia anche alla rilevanza assunta dal Ddl Zan, a propostio del quale afferma: “"È ora che si accelleri sull' approvazione del ddl Zan : primo, irrinunciabile passo avanti per arrivare ad incidere sulla cultura del rispetto e della differenza anche quando si parla di identità sessuale e identità di genere. È sempre il momento giusto per fare un passo avanti con i diritti, a subire discriminazioni e violenze possono essere le nostre persone più care o noi stessi: difendiamo la libertà di essere ciò che si è. La piazze piene di giovani di ieri (nella quali c'eravamo anche noi) ci dicono: avanti con coraggio". L’iniziativa congiunta dei partner è stata inoltre rafforzata e valorizzata, rendendo il frame della campagna utilizzabile come cornice delle foto dei profili personali degli utenti di Facebook che vogliono aderire alla campagna.

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