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sabato 07 novembre 2026

Infortuni sul lavoro, a Fano il convegno CNA sull’“attimo dopo”: nelle Marche crescono le malattie professionali

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Infortuni sul lavoro, a Fano il convegno CNA sull’“attimo dopo”: nelle Marche crescono le malattie professionali

Non soltanto prevenzione, norme e controlli, ma anche attenzione alle persone, alle famiglie e alle imprese che devono affrontare le conseguenze di un incidente. 

È stato questo il filo conduttore del convegno “L’Attimo Dopo. L’impresa e l’imprenditore di fronte a un infortunio sul lavoro. Affrontare, comprendere e reagire”, promosso da CNA Pesaro e Urbino in collaborazione con Master Quality, Collegio Provinciale dei Geometri e Geometri Laureati e Ordine degli Psicologi, con il patrocinio del Comune di Fano.

L’incontro ha affrontato il tema degli infortuni da una prospettiva spesso trascurata: quella dell’impatto umano e psicologico che si manifesta dopo l’incidente e coinvolge non soltanto il lavoratore, ma anche i familiari, i colleghi e gli stessi imprenditori. 

Un confronto partecipato, arricchito da testimonianze personali e interventi di esperti, che ha coinvolto istituzioni, professionisti, tecnici della prevenzione e mondo sanitario.

A portare il saluto dell’amministrazione comunale è stata la vicesindaca di Fano Loretta Manocchi, che ha sottolineato come la sicurezza sul lavoro non possa essere affrontata esclusivamente sul piano normativo. 

«Da amministratrice e da avvocato conosco il peso umano che un infortunio può avere sulla vita delle persone e delle famiglie», ha osservato.

Tra i momenti più significativi, la testimonianza della presidente CNA di Fano Lucia Pierleoni, che ha fortemente voluto l’iniziativa e ha condiviso la propria esperienza per richiamare l’attenzione sulle conseguenze di un infortunio, che vanno ben oltre il luogo di lavoro. 

«Spero che da esperienze tragiche si comprenda e si sviluppi una maggiore consapevolezza collettiva, per non lasciare sole le vittime e chi si trova ad affrontare le conseguenze di eventi così traumatici», ha dichiarato.

Il segretario di CNA Pesaro e Urbino Antonio Bianchini ha spiegato la scelta di dedicare un appuntamento specifico a ciò che accade dopo un incidente. 

«Quando avviene un infortunio sul lavoro, le conseguenze non si fermano al lavoratore coinvolto, ma si estendono alla famiglia, ai colleghi, all’impresa e ai suoi titolari. Comprendere questi effetti significa contribuire a costruire una cultura della sicurezza più matura e consapevole», ha affermato.

A rendere ancora più urgente la riflessione sono i dati relativi al 2026. 

Nelle Marche, nei primi sei mesi dell’anno, sono state presentate circa 3.000 denunce di infortunio, un dato sostanzialmente stabile rispetto allo stesso periodo del 2025. 

A crescere sono invece le malattie professionali, aumentate di circa il 20% a livello regionale. 

In provincia di Pesaro e Urbino le denunce sono passate da 1.017 a 1.283, con un incremento del 26,16%. 

Nello stesso periodo gli infortuni mortali sono saliti da due a cinque, segnando un aumento del 150%, mentre gli infortuni complessivi sono lievemente diminuiti: 2.036 contro 2.056, pari a -0,97%.

La presidente del Comitato Consultivo Provinciale Inail, Maria Grazia Trittiello, ha richiamato la necessità di affiancare alla prevenzione una maggiore capacità di ascolto e intervento. 

«Ascoltare, comprendere le criticità del “dopo” e agire uniti sul “prima” sono gli unici modi concreti che abbiamo per intervenire, per onorare chi ha perso la vita e per garantire che il lavoro sia sempre e solo fonte di vita, benessere e futuro. Non si può morire per andare a lavorare».

Il direttore Inail di Pesaro Giuseppe Maria Mariotti ha ribadito che i numeri impongono di mantenere alta l’attenzione alla prevenzione e ai controlli, ha evidenziato, è necessario sviluppare una vera cultura della sicurezza e garantire sostegno alle persone che vivono situazioni particolarmente traumatiche.

Sulla stessa linea il dottor Giampiero Pieretti dell’AST Pesaro Urbino, secondo il quale l’attività di vigilanza deve essere accompagnata da una crescente consapevolezza dei rischi da parte di imprese e lavoratori. 

La sicurezza, ha sottolineato, deve diventare un patrimonio condiviso e non essere considerata un semplice adempimento.

Ampio spazio è stato dedicato alle conseguenze psicologiche degli incidenti. 

Le psicologhe Ketty Taddei e Chiara Pierleoni, dell’Associazione Giunone, hanno ricordato che il trauma può coinvolgere il lavoratore, i familiari, i colleghi e gli imprenditori. 

Nelle piccole aziende, dove i rapporti professionali sono spesso anche relazioni quotidiane e dirette, un infortunio grave può trasformarsi in un trauma collettivo. 

Da qui l’importanza di mettere a disposizione strumenti di ascolto, sostegno e accompagnamento.

Il presidente del Collegio Provinciale dei Geometri e Geometri Laureati Alberto Campana ha portato l’attenzione sulle ricadute che gli incidenti possono avere anche sui professionisti impegnati nella sicurezza dei cantieri. 

Coordinatori e responsabili, ha spiegato, possono subire conseguenze psicologiche pesanti dopo aver vissuto gravi incidenti, fino ad arrivare, in alcuni casi, ad abbandonare la professione.

Le funzionarie Inail Alessandra Benedetti e Denise Servadio hanno illustrato gli strumenti di sostegno a disposizione delle imprese, dalle premialità per chi investe nella prevenzione ai percorsi di reinserimento lavorativo per le persone infortunate. 

Massimiliano Lucchetti, di Risk Solution, ha invece approfondito il ruolo della sorveglianza sanitaria e delle visite mediche personalizzate, mentre Nicola Neri, di Master Quality, ha richiamato l’importanza di accompagnare le aziende con formazione, consulenza e assistenza anche dopo il verificarsi di un evento traumatico.

Nelle conclusioni, il presidente di CNA Pesaro e Urbino Michele Matteucci ha ribadito che la sicurezza deve essere una priorità assoluta e non può ridursi al rispetto formale delle norme. 

«Significa mettere al centro la persona e costruire ambienti di lavoro nei quali la tutela della vita e della salute rappresentino un valore condiviso. Ogni incidente lascia segni profondi e nessuno deve essere lasciato solo nell’affrontarne le conseguenze», ha dichiarato.

Dal convegno è emersa una consapevolezza condivisa: la sicurezza sul lavoro significa innanzitutto prevenire gli incidenti, ma anche garantire sostegno a chi ne subisce le conseguenze. 

L’“attimo dopo” riguarda lavoratori, famiglie, colleghi e imprese e richiede ascolto, strumenti adeguati e una responsabilità collettiva che coinvolga l’intera comunità.

Primo, registrazione presso il Tribunale di Pesaro n°3/2019 del 21 agosto 2019. P.Iva 02699620411

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