Attualità
domenica 04 gennaio 2026
Imprese tra incertezza e cauto ottimismo: under 40 più fiduciosi, pesa ancora il contesto globale
newsL’unica vera certezza, per artigiani e piccole imprese italiane, è l’incertezza.
È questo il quadro che emerge dall’indagine annuale condotta dall’Area Studi della CNA su un campione rappresentativo di oltre 2.500 imprese, tra cui anche le associate alla CNA di Pesaro e Urbino.
Per il 53% degli imprenditori è impossibile formulare previsioni sull’andamento dell’economia nel nuovo anno, ma all’interno di questo scenario si registrano alcuni cambiamenti significativi.
Gli ottimisti, pari al 23,8%, superano i pessimisti e la fiducia cresce in modo marcato tra gli imprenditori under 40.
Migliora inoltre il sentiment nel Mezzogiorno, mentre restano centrali le criticità strutturali segnalate dalle imprese: carenza di personale, costi energetici elevati e concorrenza sleale.
A pesare sulle aspettative continua a essere il contesto internazionale, segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e dalle politiche commerciali delle principali potenze economiche, Stati Uniti e Cina.
In questo quadro quasi un imprenditore su quattro prevede una crescita dell’economia italiana, mentre il 23,2% si attende un andamento negativo.
L’incertezza aumenta ulteriormente quando le previsioni riguardano la propria impresa, superando il 58% del campione.
Cresce la quota di chi prevede un peggioramento dei risultati aziendali, pari al 26,1%, mentre solo il 15,5% si attende un miglioramento.
Un’impresa su tre prevede una contrazione del fatturato, soprattutto sul fronte dell’export.
Quasi il 40% stima una riduzione degli investimenti e soltanto una su sei programma un aumento della spesa in beni strumentali.
Sul fronte occupazionale, circa il 70% prevede stabilità degli addetti, il 20% una riduzione e il 10% un aumento.
Dal punto di vista settoriale, le aspettative negative si concentrano soprattutto nella manifattura, penalizzata dalle difficoltà dell’automotive e del tessile-abbigliamento.
Nei servizi si equivalgono giudizi positivi e negativi, mentre nelle costruzioni prevale un orientamento favorevole, con oltre il 30% delle imprese ottimiste.
A livello territoriale si segnala un deciso miglioramento del clima di fiducia nel Mezzogiorno, sia per quanto riguarda l’economia nel suo complesso sia per le prospettive aziendali.
Le previsioni più negative si concentrano invece tra le imprese delle regioni centrali.
L’analisi per classi di età evidenzia infine un aumento del pessimismo con l’avanzare dell’età degli imprenditori.
In netta controtendenza gli under 40: oltre il 30% prevede un andamento positivo del ciclo economico e quasi il 40% stima un anno con risultati aziendali in crescita.