Attualità
giovedì 12 febbraio 2026
Imprese nelle Marche: oltre 13mila sono guidate da immigrati
newsSono 13.046 le aziende guidate da imprenditori stranieri nelle Marche su un totale di 130.880 imprese attive.
Gli imprenditori immigrati tra soci e titolari sono complessivamente 16.751, di cui 9.128 alla guida di imprese individuali, con 2.826 donne straniere titolari di imprese femminili.
I dati sono stati elaborati dal Centro Studi CNA Marche sulla base del Dossier Statistico Idos 2025, del Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa e delle rilevazioni Movimprese Infocamere.
La distribuzione settoriale vede una prevalenza nei servizi (36%) e nel commercio (23,7%), seguiti dall’edilizia (25,4%) e dalla manifattura (14,9%). Per nazionalità, gli imprenditori più numerosi sono gli albanesi (13,6%), seguiti dai rumeni (10,4%) e dai cinesi (9,2%).
Gli stranieri residenti nelle Marche sono 136.526, pari al 9,2% della popolazione regionale, e uno su nove ha avviato un’attività autonoma. Il reddito medio complessivo nelle Marche è pari a 24.670 euro, mentre quello degli immigrati si ferma a 16.550 euro, con una differenza di oltre 8.000 euro.
Nel mercato del lavoro regionale sono impiegati come dipendenti 59.248 stranieri, pari al 9,2% dei 644 mila occupati complessivi. Il 60,8% lavora nel settore domestico come colf o badanti, il 13,2% in agricoltura, il 10,4% nell’industria, l’8,4% nei servizi e il 7,2% nel commercio.
La quota di stranieri disoccupati nelle Marche è pari al 24,3%.
Secondo i dati Excelsior Unioncamere, nel primo trimestre 2026 le imprese marchigiane prevedono di coprire con personale immigrato il 23% delle nuove assunzioni, soprattutto nel lavoro manuale specializzato.
“Ristorazione ed edilizia sono attività che nascono e muoiono con grande facilità, in un continuo turn over aziendale”, osserva il segretario CNA Marche Moreno Bordoni.
Più solide risultano invece le imprese manifatturiere, spesso gestite da imprenditori cinesi inseriti nella parte bassa della filiera produttiva, in prevalenza in subfornitura.
Secondo Bordoni, nuove opportunità di sviluppo per l’imprenditoria immigrata sono legate alla qualificazione delle competenze acquisite nel sistema formativo regionale e al sostegno alle start up innovative avviate da cittadini stranieri.