Attualità
venerdì 23 gennaio 2026
Imprese nelle Marche, nel 2025 torna il segno positivo: crescita dopo tre anni di calo
newsAl 31 dicembre 2025 nelle Marche si contano 145.279 imprese registrate, di cui 130.880 attive, secondo i dati Movimprese di Unioncamere-Infocamere.
Nel corso dell’anno si sono registrate 7.581 nuove iscrizioni a fronte di 7.184 cessazioni, con un saldo positivo di 397 imprese e un tasso di crescita annuale pari a +0,27%.
Il risultato segna un ritorno alla crescita dopo tre anni consecutivi di saldo negativo tra il 2022 e il 2024.
L’inversione di tendenza è dovuta in larga parte alla forte riduzione delle cessazioni (-8,3%), mentre il numero delle nuove iscrizioni è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al 2024. Il confronto con il dato nazionale evidenzia però un divario ancora significativo, con l’Italia che nel 2025 registra una crescita del +0,96%.
«Il segno positivo rappresenta un segnale incoraggiante per il sistema imprenditoriale marchigiano – commenta Gino Sabatini (in foto), presidente della Camera di Commercio delle Marche – ma la crescita resta fragile. È necessario continuare a sostenere le imprese nei percorsi di innovazione, digitalizzazione, internazionalizzazione e accesso al credito, per rafforzare la competitività del territorio».
A livello provinciale, l’andamento positivo è diffuso con la sola eccezione di Fermo (-0,42%).
Le performance migliori si registrano ad Ascoli Piceno (+1,02%) e Macerata (+0,57%), mentre Ancona e Pesaro e Urbino mostrano una crescita molto contenuta, prossima alla stazionarietà.
«I dati provinciali – osserva Sabatini – delineano un quadro eterogeneo, che richiede politiche mirate e una forte integrazione tra istituzioni, sistema camerale e mondo produttivo».
Dal punto di vista delle forme giuridiche, prosegue il rafforzamento delle società di capitale, che chiudono l’anno con un saldo positivo di +923 unità e un tasso di crescita del +2,12%, arrivando a rappresentare oltre il 30% del totale delle imprese marchigiane.
Restano invece in calo società di persone e imprese individuali, che continuano comunque a costituire la componente numericamente prevalente del tessuto imprenditoriale regionale.
Anche sul piano settoriale emergono segnali contrastanti.
Crescono in particolare attività immobiliari, costruzioni, servizi finanziari, attività professionali, turismo e servizi alle imprese, mentre continuano a registrare saldi negativi comparti strutturali come commercio, manifatturiero e agricoltura.
«La sfida dei prossimi mesi – conclude Sabatini – sarà consolidare questa inversione di tendenza, favorendo la nascita di imprese più strutturate e innovative e accompagnando la transizione dei settori tradizionali, in un contesto economico complesso ma ancora ricco di opportunità».