Attualità

sabato 01 febbraio 2020

Ieri circa cinquanta ragazzi si sono domandati: Pesaro è razzista?

Ieri circa cinquanta ragazzi si sono domandati: Pesaro è razzista?

“Non ci aspettavamo neanche noi una partecipazione così grande. È stata sicuramente un’occasione di crescita personale a tratti persino commovente” questo commento di Simone Spezzi, Consigliere del Quartiere 12, riassume bene quelli degli altri ragazzi dei Giovani Democratici (GD) di Pesaro che hanno organizzato l’iniziativa “Pesaro è razzista?”.    

È durato due ore il dibattito, condotto dal GD Nicola Gresta, generato da una domanda così semplice eppure dalla risposta così complessa. Si sono alternati al microfono una ventina di ragazzi, tra gli oltre cinquanta presenti, italiani e migranti, studenti, lavoratori e disoccupati, uno spaccato reale delle nuove generazioni pesaresi. Chi è nato qui sembra essere mediamente più integrato soprattutto perché vive molto a scuola; un luogo che sembra ancora tutto sommato funzionare come argine al razzismo che si alimenta a partire dall’ignoranza. Anche se Davide Fabrizi avverte “tra i giovani della mia fascia d’età (14-18) c’è molta disinformazione sia storica che della realtà contemporanea, questo comporta una scarsa consapevolezza delle conseguenze che possono derivare da  certi comportamenti e linguaggi.”

Chi in Italia e a Pesaro è arrivato per lavorare a volte risponde diversamente “Sì, purtroppo Pesaro è razzista. Provate ad andare a cercare un lavoro o una casa, troverete il deserto. Tante volte ho visto l’imbarazzo nella mia ragazza italiana nel passeggiare con me in giro.” Su questi assi si è mosso il dibattito, tra chi ha trovato e valorizza luoghi in cui non si sente discriminato e chi invece sottolinea le situazioni di difficoltà nella vita quotidiana molto presenti anche qui da noi. Alla discussione sulle esperienze locali si è subito affiancata una riflessione generale su cosa sia il razzismo. “Ci vuole umiltà quando si parla di razzismo, ci vogliono ascolto e consapevolezza. Consapevolezza che alcune persone hanno un privilegio rispetto ad altre, che le rende immuni a certi episodi e che ognuno ha un’esperienza diversa. Io so ad esempio che la mia esperienza di donna nera afroitaliana, non è uguale a quella di un migrante arrivato da poco in un paese che lo vede sempre più come il nemico.  È importante dare priorità al riconoscimento dell'umanità di ogni individuo e dei diritti garantiti a tutti gli esseri umani. I migranti non devono essere "accettati" solo se si comportano in maniere corretta, ma indipendentemente e se delinquono vanno giudicati in quanto persone delinquenti, non in quanto migranti.” commenta Ada Ezeoke dei GD.    

Alla fine la domanda iniziale rimane senza una risposta netta. “La grande partecipazione all’evento ha però mostrato che Pesaro deve fare i conti con il razzismo che è un elemento presente” commenta Simone Cangiotti, altro organizzatore, “Per farlo può però contare su  tante esperienze virtuose, sia di integrazione sia di contrasto al fenomeno emerse oggi: associazioni che ospitano migranti in casa, altre che creano occasioni di incontro attraverso lo sport e un’amministrazione molto attenta al tema, che in passato ha dato cittadinanza onoraria ai giovani nati in Italia, che combatte a fianco di Liana Segre e che favorisce iniziative di dialogo”. 

Le parole del Segretario Provinciale Gianluca Vichi: Grazie ai Giovani Democratici di Pesaro per aver organizzato una grande iniziativa che ha riscosso un grandissimo successo in termini di partecipazione. Sono orgoglioso di un'organizzazione giovanile che diffonde i valori di democrazia, libertà, solidarietà e difende i diritti di tutti perché il razzismo si batte con la cultura. L'iniziativa di ieri è stato un incontro di volti, storie ed esperienze che devono farci riflettere. 

Non possiamo tollerare nel 2020 episodi di violenza e intolleranza sapendo cosa hanno rappresentato i totalitarismi del 900 e tutti insieme dobbiamo combattere per evitare pericolosi ritorni al passato"

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