Attualità
martedì 25 agosto 2026
Guerra in Iran, CNA: Pesaro Urbino paga fino a 95 milioni di euro in più per l’energia
newsLa guerra in Iran presenta un conto pesante anche per la provincia di Pesaro e Urbino. Secondo le elaborazioni del Centro Studi CNA nazionale e del Centro Studi CNA Marche, l’aumento dei costi energetici registrato tra marzo e agosto avrebbe prodotto sul territorio provinciale un impatto stimato tra 80 e 95 milioni di euro.
La stima viene ricavata applicando alle dinamiche locali i parametri di costo rilevati a livello nazionale. La provincia conta 349.556 residenti e 30.481 imprese, delle quali 3.724 appartengono al comparto manifatturiero, pari al 12,2% del totale e particolarmente esposto alle variazioni dei prezzi dell'energia.
A livello nazionale, secondo CNA, il conflitto avrebbe determinato nel semestre una maggiore spesa energetica di circa 12 miliardi di euro, considerando carburanti, elettricità e gas. Per il territorio pesarese e urbinate l'effetto si tradurrebbe in una sorta di tassa energetica straordinaria a carico di famiglie, artigiani e imprese.
Per i cittadini della provincia, l'aggravio viene stimato in 253 euro per residente e circa 625 euro per famiglia. Una spesa aggiuntiva che, secondo l'analisi CNA, sottrae risorse ai consumi, al risparmio e agli investimenti delle famiglie.
Ancora più rilevante l'impatto sulle attività produttive. Le micro e piccole imprese avrebbero sostenuto un aumento medio dei costi di circa 2.860 euro nel semestre, mentre per le imprese manifatturiere la stima sale a 4.170 euro.
Tra i comparti maggiormente esposti figurano meccanica, legno-arredo, nautica, moda, agroalimentare e artigianato produttivo, settori nei quali l'incidenza dell'energia e dei trasporti può avere effetti significativi sulla competitività.
La componente carburanti avrebbe generato a livello nazionale circa 5,8 miliardi di euro di maggiore spesa. Per Pesaro e Urbino l'impatto viene stimato tra 35 e 40 milioni di euro nel semestre, con conseguenze soprattutto per famiglie, autotrasporto, logistica e imprese artigiane che operano quotidianamente sul territorio.
A luglio, secondo i dati riportati da CNA, i prezzi medi nazionali hanno raggiunto 1,908 euro al litro per la benzina e 2,027 euro al litro per il gasolio.
Sul fronte dell'elettricità, l'incremento nazionale viene stimato tra 3,7 e 3,8 miliardi di euro, mentre per la provincia di Pesaro e Urbino l'impatto sarebbe compreso tra 25 e 30 milioni di euro. Il dato viene collegato anche al massimo storico di 32,5 TWh di fabbisogno elettrico nazionale registrato a luglio, con un aumento dell'8,3% rispetto al 2025.
Per il gas, infine, la maggiore spesa nazionale viene stimata tra 2 e 2,2 miliardi di euro, con un impatto provinciale valutato tra 15 e 20 milioni di euro, anche in considerazione dell'utilizzo del metano da parte delle famiglie per riscaldamento e acqua calda.
«La guerra in Iran ha generato un effetto domino che arriva fino alle nostre botteghe, ai nostri laboratori, alle nostre case», afferma Michele Matteucci, presidente CNA di Pesaro e Urbino, sottolineando come oltre 30 mila imprese e più di 140 mila famiglie siano esposte all'aumento dei costi energetici.
Secondo Matteucci, la crisi rischia di rallentare la ripresa e indebolire la competitività dei distretti produttivi, rendendo necessari interventi mirati a sostegno delle piccole imprese.
Sulla stessa linea Antonio Bianchini, segretario CNA Pesaro e Urbino, secondo cui la crisi energetica rappresenta una tassa straordinaria che riduce le risorse disponibili per investimenti, innovazione e crescita. CNA chiede quindi al Governo sostegni mirati alle piccole imprese, stabilizzazione dei prezzi dell'energia, investimenti nelle infrastrutture energetiche e incentivi per autoproduzione ed efficienza energetica.