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martedì 10 marzo 2026

Guerra e agricoltura, Coldiretti denuncia speculazioni sul gasolio agricolo: l’intervento del segretario generale Vincenzo Gesmundo

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Guerra e agricoltura, Coldiretti denuncia speculazioni sul gasolio agricolo: l’intervento del segretario generale Vincenzo Gesmundo

La guerra internazionale e le tensioni geopolitiche stanno producendo effetti diretti sull’economia italiana e sul settore agricolo, con un impatto immediato sui costi energetici e sulla logistica. A lanciare l’allarme è Vincenzo Gesmundo, segretario generale della Coldiretti, che denuncia speculazioni sul gasolio agricolo e difficoltà crescenti per le imprese del comparto.

«La guerra alle porte dell’Europa è già entrata nelle case degli italiani e nelle aziende agricole – afferma Gesmundo –. Sta producendo effetti concreti a partire dall’aumento dei costi energetici e dalle distorsioni nella logistica, che incidono direttamente sulla competitività delle imprese agricole».

Per contrastare le anomalie registrate sui prezzi del carburante, Coldiretti ha deciso di presentare un esposto alle procure competenti in tutta Italia, con iniziative avviate prima a Roma e poi in Sicilia. La denuncia è stata inoltre consegnata al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida durante una manifestazione organizzata dall’associazione.

Secondo il segretario generale di Coldiretti, uno dei nodi principali riguarda il sistema logistico del settore agricolo italiano, che rischia di penalizzare la competitività delle imprese rispetto ad altri Paesi europei.

«La logistica rappresenta uno dei grandi nodi irrisolti dell’agricoltura italiana – sottolinea Gesmundo –. La Spagna, ad esempio, sta mettendo in difficoltà il comparto dell’ortofrutta non perché produca meglio, ma perché ha investito molto nella logistica e nella distribuzione».

Il tema, spiega Coldiretti, riguarda tutta la filiera agricola, dal costo del gasolio utilizzato nei campi fino al trasporto dei prodotti, alla distribuzione e al prezzo finale per i consumatori. «Se non affrontiamo seriamente questa questione continueremo a perdere competitività», conclude Gesmundo.

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